Archive for the ‘trekking’ Category

Monte Antola

22 febbraio 2010

Domenica con il solito gruppo di adessospiana, volevamo fare una escursione in zona sicura e che non fosse troppo lunga, causa le pessime previsione del tempo che davano pioggia dopo le 16:00. Abbiamo optato per un’escursione con racchette da neve sul monte Antola, dove eravamo stati a novembre 2007 per il raduno di quotazero.
Dei vari modi per raggiungere la vetta, abbiamo scelto quello con meno dislivello, seppure non sia il più rapido.
Una neve stupenda caduta due giorni prima ma già assestata, ci ha accompagnato lungo tutto il percorso.
Escursione consigliata quando si ha poco tempo: nonostante la tappa al rifugio Parco Antola, siamo stati abbondantemente sotto le 5h.
freddo controluce aquiloni alpi liguri

Capodanno al rifugio Valcaira

11 gennaio 2010

Quest’anno, con alcuni amici, abbiamo organizzato il capodanno al rifugio Valcaira (2010 slm.), che si trova nelle vicinanze del Pizzo d’Ormea (2476 slm.). Il programma delle escursioni è stato condizionato dal tempaccio.
Il 31 dicembre già da Chionea frazione di Ormea, ha cominciato a nevischiare, per fortuna solo per qualche minuto e con un carico degno di una spedizione Himalayana, in un paio d’ore siamo arrivati al rifugio. Il primo gennaio ci siamo svegliati sotto qualche centimetro di neve e un cielo grigio topo. I più coraggiosi sono riusciti a completare una bella escursione che sfiorando il pizzo e la cima delle roccate, è poi ridiscesa in val Corsaglia verso il bivacco Cavarero e la successiva risalita sulla dorsale che porta al Valcaira via lago del Pizzo. Il giorno 2 gennaio il tempo bello ci ha permesso una ultima breve escursione sulla cima del Pizzo d’Ormea dalla quale ho scattato la panoramica qui sotto.
panorama pizzo

cielo grigio   prima della partenza

Marguareis invernale

11 gennaio 2010

Ecco alcune foto dell’escursione di domenica 27 dicembre 2009. Nonostante l’innevamento ancora scarso e grazie alla dovuta cautela ed a una delle poche domeniche di bel tempo, siamo riusciti a salire in vetta al marguareis(2651 slm) in un momento particolare: abbiamo infatti trovato neve molto compatta, ma grazie ai ramponi la gita è risultata (freddo a parte), come fatica, quasi a livello estivo. Mozzafiato il panorama che si gode dalla vetta. Quasi sembrava di poter toccare con mano le alpi liguri e le vicine marittime. Solo poco più in là il Monviso. Grazie a chi ha avuto l’idea e a chi ha partecipato! Domenica fantastica!
solitario  croce di vetta allineamento
Un avvertimento: con le nevicate iinvernali la zona della gola della chiusetta diventa pericolosa: occhio al bollettino neve!!!!!!

Cime de Verrairiers – Valle delle Meraviglie

19 ottobre 2009

La cima di Verrairiers è in valle della meraviglie.. praticamente sconosciuta.. e non l’avremmo conosciuta neanche noi se non fosse stato per la neve: partiti la mattina con obiettivo il monte Bego, la cima du Diable o la cime des Lacs.. causa neve (la prima dell’anno) caduta nella notte abbiamo dovuto ripiegare su questa cimetta (2554m). Dal parcheggio vicino al lago delle Mesches sono comunque 1200m di dislivello, che aggiunti alla neve in certi punti era parecchio alta, hanno portato ad un totale di circa 8 ore tra salita e discesa.

Davvero non pensavo di calpestare di nuovo neve fresca così presto. Comunque la valle delle meraviglie è veramente stupenda; lo scorcio sulla valle della Gordolasque altrettanto bello.

appena partiti allegri gitanti sopra il rifugio delle merveilles
saccarello e frontè bertrand e missun ?
cima de Verrairiers camoscio  gelas

Chersogno – Val Maira

9 ottobre 2009

Alcuni giorni fa con un amico sono stato su questa bella vetta della Val Maira.
Siamo partiti da Campiglione (CUNEO – Caraglio – Dronero – S. Damiano Macra – Prazzo) intorno alle 9.
La giornata si è presentata subito male: poco dopo Mondovì abbiamo anche trovato acqua, sapevamo quindi che la gita poteva essere a rischio. In realtà dopo Dronero il tempo si è rimesso un po’ e abbiamo deciso di provarci. Purtropo poco prima di arrivare in vetta ci siamo ritrovati circondati dalla nebbia: niente panoramiche dalla cima! La discesa nel mare di nebbia non ha presentato difficoltà, ma ci ha negato ogni possibilità di godere dei bei panorami.

   

Anello dei laghi di Vens

28 settembre 2009

Stupendo anello sullo spartiacque tra la Valle Stura e la Val Tinèe che tocca l’aiguille de Tortisse e i laghi di Vens.
Itinerario: Le Pra (m 1700 – b.32) – Plateau de Morgon (m 2105) Maisons Forestières (m 2252)
Col du Fer (m 2584) – Aiguilles de Tortisse per il versante NE (m 2672).
Ritorno: Arco di Tortisse – Rifugio di Vens (m 2366) – sentiero aereo sul versante NO de la Crete de la Cote fino al colletto (m 2422) Maisons Forestières (m 2252) – Le Prà (m 1700) per lo stesso itinerario dell’andata.

Il tutto si completa in 6 ore circa.. dipende dalla quantità di foto e da quanto ci si lascia irretire dal paesaggio.
Peccato aver fatto la gita leggermente troppo presto, i colori sono ancora quasi quelli estivi.
Per il resto: maestoso l’arco di Tortisse, stupendi il rifugio e i laghi di Vens.

arco di Tortisse lago di vens L'Aiguille di Tortisse Il rifugio di Vens

Tour del Monte Rosa

1 settembre 2009

Un bel tour di sei giorni intorno al massiccio del monte Rosa tra Piemonte, Svizzera e Val d’Aosta.
Queste le tappe:

Macugnaga – rifugio Oberto Maroli
Rifugio Oberto Maroli – Lago Mattmark – (in pullman fino a Staffal, poi in treno fino a Zermatt, poi funivia fino al ghiacciaio) – rifugio Teodulo.
Rifugio Teodulo – colle superiore delle Cime Bianche – st. Jacques – rifugio Ferraro.
Rifugio Ferraro – Passo del Rothorn – Staval – Col d’Olen – Albergo/rifugio Guglielmina.
Rifugio Guglielmina – passo Foric – pian Misura – Alagna
Alagna – passo del Turlo – Macugnaga

il rifugio Oberto al tramonto
il rifugio Oberto

castore e polluce riflessi in un laghetto vicino al rifugio ferraro
castore e polluce

incontri al col d’olen
stambecco

aggiornamento: tutte le foto e alcune informazioni in più le potete trovare su: Adessospiana

Monte Pisanino – Alpi Apuane

8 luglio 2009

Domenica sono stato con un amico sul Monte Pisanino (1947m), la vetta più alta delle alpi apuane.
Era da parecchio che avevamo progettato questa escursione e anche se il tempo non prometteva bene, (abbiamo beccato anche pioggia, per fortuna mentre eravamo già di ritorno, nel bosco), siamo riusciti a portare a termine il trekking.
Ma andiamo con ordine:
Partenza da orto di donna (1060m) non proprio prestissimo.. le 9:20, certo la prossima volta i panini sarà meglio farli a casa, anche se quelli che ci hanno confezionato al rifugio erano molto buoni, ma la perdita di tempo va comunque messa in conto.
Si parte con un tratto in piano, poi si entra nel bosco e inizia la salita verso Foce di Cardeto, tra faggi secolari e strane forme rocciose..

rocce strane Appena fuori dal bosco iniziamo a farci un’idea della destinazione, circondati da pizzo d’uccello, grondilice, contrario e per finire la nostra destinazione. Alla foce di Cardeto, rimaniamo qualche minuto per riprendere fiato e speranzosi che la nebbia che sta salendo dal versante sud si diradi un pochino. Per fortuna la nebbia va e viene, non crea problemi di orientamento e poi le segnalazioni, i segnavia e quant’altro sono più che chiari. L’unico problema è che dopo foce cardeto il segnavia da bianco e rosso tracciato di fresco, diventa blu e piuttosto scolorito. Continuiamo dalla foce di cardeto scendendo per circa 100m di quota, poi ci aspetta un lungo traverso sotto il pizzo altare e il pizzo maggiore. In questa parte del sentiero occorre prestare attenzione: il sentiero è esposto a tratti e occorre passo fermo e sicuro: più pericoloso che difficile, comunque. sentiero esposto Seguendo la pittura blu si arriva quindi all’attacco del canale delle rose, che con una salita quasi verticale fa guadagnare i 200m di dislivello necessari per arrivare ad una breve cresta e quindi in cima. cancale delle rose Qui incontriamo altri escursionisti che tra una nube e un banco di nebbia sono riusciti comunque a godersi il panorama, facendoci ben sperare, quando sarà il nostro turno.
Anche durante la salita del canale occorre prestare attenzione: vista la ripidità dello stesso vale sempre il consiglio di qualche riga fà. Salito il canale, manca ancora una breve crestina.. esposta (ma oramai il più è fatto, non saranno pochi metri di cresta che impediranno l’arrivo in vetta) e si è a destinazione.. il tutto in 3 ore e mezza con pause varie

P.S. notevole in questo periodo la fioritura

  

Cima della Gardiola – Alpi Liguri

11 marzo 2009

Domenica, dopo aver valutato le difficili condizioni della neve, con Alberto e Luca siamo andati con le racchette da neve alla Cima della Gardiola (1889 m.), facile escursioni sulle Alpi Liguri. Come noi molti altri escursionisti hanno scelto questa vetta: abbiamo incontrato un mare di gente sul percorso e in cima.
Nonostante le abbondanti nevicate durante la settimana questa cima è risultata tra le più sicure: pendenza costante, mai troppo elevata; dei 1000 metri di dislivello, circa 700 si percorrono nel bosco per un totale di circa sei ore tra salita, pausa pranzo e ritorno. Il percorso è un po’ noioso all’inizio a causa del bosco, ma arrivati in cima il panorama che si gode dalla vetta ripaga della fatica: Prato Nevoso, Lurisia e Artesina tra le stazioni sciistiche; Cuneo e la pianura padana da una parte. Cima delle Saline, Marguareis, Bisalta e il Monviso dall’altra.
cima affollata nord del marguareis sua maestà il monviso
Tutte le foto come al solito su Adessospiana!!!!

Cima Giobert – Val Maira

18 novembre 2008

Tramite il consiglio di un conoscente anche lui utente del mitico forum di quotazero, domenica, con due amici, sono stato sulla Cima Giobert, 2435 metri, in Val Maira.
Grazie al cielo terso la gita è stata veramente stupenda, anche se un pochino faticosa. Lo strato di neve fresca sopra i 1800 metri ha reso indispensabili le racchette da neve per riuscire a procedere in diversi punti in sicurezza e senza affondare fino al ginocchio: comunque le racchette, da subito, andavano riempiendosi di neve, tant’è che spesso occorreva fermarsi e prenderle a ‘mazzate’ per alleggerirle..
In discesa, in pratica, si formava un alzatacco involontario, anche abbastanza fastidioso, per il peso in più che occorreva portarsi dietro….
Durante il ritorno verso la macchina, alcuni grossi volatili (esemplari di Gallo Cedrone, forse?) , spuntando dalla neve, hanno spiccato il volo .. quasi da sotto le nostre ciaspole; più che altro la cosa che ci ha stupito è la perfetta invisibilità ottenuta dagli uccelli che erano totalmente immersi nella neve, quindi invisibili fino a che non spiccavano il volo: è stato impossibili anche fotografarli. Per me è stata la prima volta che ho potuto ammirare uno spettacolo così.. singolare..
Alcune foto della gita e di seguito la solita ‘anteprima’.
verso la cima  dalla cima  la valangaaaaaaaa