Archive for giugno 2009

Il ministero dei casi speciali – Nathan Englander

30 giugno 2009

il ministero dei casi speciali Il racconto di un’odissea, una lotta contro un muro di gomma: la storia e i conflitti di una famiglia ebrea argentina, che viene sconvolta dalla scomparsa del figlio.
La ricerca, la dignità e il coraggio dei genitori che giorno dopo giorno devono affrontare meschinità e menzogne in un paese pieno di paure: paura di sapere, paura di non far paura, paura di perdere potere.
La storia della famiglia che ci presenta l’autore, da sola potrebbe dar corpo ad un bel libro. Poi c’è un cambio di marcia, l’autore accelera aumentando i giri della narrazione dopo il rapimento: le descrizioni delle diverse reazioni dei genitori: la paura immediata, l’iniziale ottimismo, i primi timori di una tragica fine, la combattività quando giunge lo sconforto, la rassegnazione finale.

“- Io credo a quelle bugie – disse – Ma ditemi, se tutti credono alla stessa bugia, non sarà forse la verità?”

“- No ho uccisi tanti. Potrei aver ucciso anche suo figlio
– Non verrebbe a raccontarlo. Non me lo direbbe mai.
– Gliel’ho già spiegato, non riesco a farmi punire. Ho cercato di raccontare la mia storia al mondo intero, e lei è praticamente l’unico che mi sia stato a sentire.
– Se fosse vero, farebbero sparire anche lei.
– E’ il contrario, a quanto sembra. Mi lasciano fare il pubblico banditore. Sono un grasso, ripugnante ubriacone, una pecora nera. La verità sfugge sempre, e quando si trasformano le bugie in verità e la verità in bugie, quelli come me diventano utili.”

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La vita agra – Luciano Bianciardi

23 giugno 2009

la vita agra L’autore crea un racconto quasi autobiografico riuscendo a raccontare la propria vita, le arrabbiature, la rassegnazione, il desiderio di riscatto con uno stile unico.
Bianciardi è riuscito a raccontare lo stile di vita nelle città così arido e meccanico precorrendo i tempi, le lotte sociali, il sessantotto. Tutto è orientato all’efficienza e al guadagno, inutile provare ad andare controcorrente pena l’essere esclusi dal progresso.
Visionario soprattutto quando prevede nell’immediato futuro una specie di rivoluzione/rovesciamento della situazione verso un ritorno alle origini… e se avesse avuto ragione e la sua previsione si avverasse?

“Non può capire niente chi vive tutto l’anno al grande albergo e poi parte per quindici giorni di viaggi nel paese dei tagliatori di teste. Costui non soltanto non intenderà nulla dei cacciatori di teste, ma rischierà, anche figuratamente, di rimetterci la testa sua.”

“Un ubriaco muore di sabato battendo la testa sul marciapiede e la gente che passa appena si scansa per non pestarlo. Il tuo prossimo ti cerca soltanto se e fino a quando hai qualcosa da pagare..”

“Chi non ha l’automobile l’avrà e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda. A tutti. Purchè tutti lavorino, purchè siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera.
Io mi oppongo. “

Il sistema periodico – Primo Levi

16 giugno 2009

il sistema periodico Ventuno racconti, ventuno flash-back della vita dell’uomo, dello scrittore e del chimico. La passione per il proprio mestiere raccontata e spiegata dai ventuno elementi e dai corrispondenti racconti. La passione per la montagna, la vita da studente, la deportazione in Germania, il lavoro di chimico. Un punto di vista sempre critico, dissacrante e personale di alcune situazioni vissute in prima persona dall’autore.
Personalmente ne consiglio la lettura prima di ‘Se questo è un uomo’, perchè aiuta a comprendere maggiormente l’autore.

“Era questa la carne dell’orso: ed ora, che sono passati molti anni, rimpiango di averne mangiata poca, poichè, di tutto quanto la vita mi ha dato di buono, nulla ha avuto, neppure alla lontana, il sapore di quella carne, che è il sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del proprio destino.”

“Prometeo era stato sciocco a donare il fuoco agli uomini invece di venderlo:avrebbe fatto quattrini, placato Giove, ed evitato il guaio dell’avvoltoio.”

I giorni del silenzio – Clifford D. Simak

9 giugno 2009

i giorni del silenzioCome mi succede spesso quando incontro un autore che mi piace particolarmente, dopo anni senza fine ho voluto prendere subito questo ‘I giorni del silenzio’. La fantascienza di Simak non è quella di Star Trek, Asimov o il Cyberpunk: l’aspetto fantascientifico passa quasi in secondo piano: l’autore in realtà sfrutta un pretesto fantastico per andare creare situazioni paradossali, dove l’aspetto umano, il racconto di una paura o di una situazione conta molto di più degli aspetti meramente fisici. E’ quasi come se Simak ci raccontasse la storia vivendola, quindi dando per scontato cose che in altri racconti fantascientifici sono aspetti su cui gli autori si dilungano: le descrizioni delle astronavi o dei viaggi oltre la velocità della luce, per chi li userà, in futuro, saranno parte magari delle abitudini quotidiane, quindi scontate e non degne di interesse.
Molto più interessante è la storia: nel futuro, la terra, dopo un disastro nucleare, è diventata il cimitero dell’universo: gli uomini, che hanno colonizzato la galassia, vogliono per il loro ultimo riposo, ritornare sulla terra. Su questo desiderio, una società monopolista specula sottraendo terreno alle specie rimaste sulla terra: animali, robot e una manciata di uomini. Tutte e tre le categorie si sono adattate alle difficili condizioni creatisi a causa delle radiazioni, ognuno in un modo diverso.
Un giorno, un uomo, dal lontano pianeta Alden, si reca sulla terra per creare una opera d’arte. Lo accompagna un robot, uno degli ultimi creati dalle fabbriche terrestri prima del disastro, che una volta sulla terra si sente di nuovo a casa e Bronco, il robot-artista. I guai iniziano subito: il presidente della società che gestisce il cimitero è diffidente e non intende lasciare che Fletcher Carson da Alden, vaghi libero per il pianeta in cerca di ispirazione per il bronco…

La notte del lupo – Sebastiano Vassalli

2 giugno 2009

la notte del lupo Le storie di due sicari: uno del 30 d.C. e uno dei giorni nostri.
Nella prima storia si narra della palestina sotto il dominio politico romano; la religione è messa in discussione da alcuni pericolosi predicatori che vanno contro la tradizionale interpretazione delle scritture. Il libro è la storia del killer che viene assoldato per uccidere uno di questi predicatori. L’altra storia è quella di un assassino che attenta alla vita del papa ai giorni nostri. Le due storie sono collegate dal male: il Male, come fosse incarnato in un essere umano.

“Il dio Jahvè, seduto in trono nel più alto dei cieli, riceveva una volta l’anno quell’omaggio di sangue e di vite innocenti, e nel suo pensiero e nella sua gloria ne gioiva; o almeno, questo era ciò che affermanvano i sacerdoti…”

“Invecchiare, in fondo, è stato facile – mormorò – Un po’ meno facile, per chi si era convinto di dover cambiare il mondo, è stato rassegnarsi all’evidenza che il mondo non cambia”

“Non è un modo di essere e nemmeno un modo di pensare: è una faccenda come la verità, o forse è proprio la stessa faccenda… Forse quest’uomo, quando dice di essere nella verità, intende dire che è nella pazzia”