Archive for marzo 2009

Il bambino con il pigiama a righe – John Boyne

31 marzo 2009

il bambino con il pigiama a righeBellissimo e terribile. Bruno è un bambino come tanti altri: litiga con la sorella più grande e con i ragazzi prepotenti più grandi di lui. Ha alcuni amici a Berlino ma se ne deve separare: il padre è stato trasferito in una località lontana da Berlino. Niente più pomeriggi di gioco. Quando comincia ad adattarsi alla nuova vita inizia a coltivare il sogno che da sempre cova: fare l’esploratore! Un giorno si allontana da casa. Dopo un’ora di cammino lungo un alto reticolato vede un puntino, che si rivelerà essere Shmuel, un bambino di nove anni che indossa uno strano pigiama a righe, seduto dall’altra parte della rete.
Giorno dopo giorno Bruno continua a fare la sua passeggiata per andare a parlare con Shmuel; pian piano Bruno e Shmuel diventano amici. Questa amicizia aiuterà Bruno a non sentire più la mancanza di Berlino, anzi: quando il papà di Bruno propone alla famiglia di ritornare in città, il bambino non è più così sicuro di voler tornare indietro. E soprattutto deve vedere Shmuel almeno un’ultima volta per salutarlo…

Cima Pian Ballaur – Alpi Liguri

24 marzo 2009

Domenica sono stato con alcuni amici su questa cima.
Abbiamo fatto un anello partendo da Carnino superiore quindi passo delle Maestrelle, colle del Pas, Cima Pian Ballaur e successiva discesa verso Carnino inferiore via gola delle Saline.
Con il bel tempo, in questo periodo, queste zone sono discretamente frequentate: non abbiamo incontrato nessuno in vetta, ma lungo il cammino abbiamo incrociato una ventina di scialpinisti, alcuni diretti sul Marguareis, altri andavano verso cima Palù, altri ancora durante il ritorno che scendevano dalle Saline.
Giornata veramente bella, l’unica nota stonata il ritorno: essendo il team composto da 2 ciaspolatori e 4 sciatori, il ritorno alle macchine ha comportato un ‘disfacimento’ del team sulla via del ritorno…

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Il massaggiatore cieco – Catalin Dorian Florescu

24 marzo 2009

il massaggiatore ciecoLa storia di un uomo Rumeno che torna in patria, dopo che ha vissuto metà della vita in Svizzera. Scappato da un paese povero e oppresso, matura pian piano la decisione di tornare: troppe le cose lasciate in sospeso. E mentre ritrova la gioia del parlare nella lingua natia, affronta i cambiamenti che sono avvenuti nel suo paese, ma a modo suo, un po’ passivamente.
Preso per curiosità in libreria, le vicende del protagonista mi hanno coinvolto poco. Lunghetto ma con il finale che non ti aspetti si riscatta in parte.

“Qui sopravvivie solo il più forte. Se oggi Darwin fosse vivo, non andrebbe a osservare le tartarughe nelle Galapagos. Verrebbe qui.”

“… l’uomo è solo, ma può fare qualcosa per combattere la solitudine. Come Sisifo, spinge in cima ad una montagna macigni che poi rotolono di nuovo giù. Fa la stessa cosa giorno dopo giorno, ma se si ribella, la sua vita si trasforma.”

“- Com’è essere ciechi? Ion rispondeva: – Essere ciechi significa ascoltare meglio.”

Anni senza fine – C. D. Simak

17 marzo 2009

anni senza fine Sulla terra non ci sono gli uomini. I cani, aiutati dai robot, sono la specie più evoluta sulla terra. Tra di loro solo alcuni scettici si domandano chi ha assegnato loro un compagno meccanico. Altri si chiedono come fanno questi robot a non invecchiare. Ma chi si è preso la briga di creare i cani, i robot e la simbiosi che li unisce? Solo la sera, ogni tanto, qualche vecchio robot si lascia sfuggire delle storie sugli ‘Webster’.. ma subito dopo nega quello che dice adducendo il fatto che i ricordi si fanno confusi nella sua mente artificiale.
Una bellissima storia; una affascinante ipotesi; un possibile futuro. Ecologista, visionario ma soprattutto pessimista. L’autore forse non crede molto nell’uomo, molto nel caso o quasi, nella provvidenza e nella possibilità della terra di trovare vie inaspettate.
Non so spiegare perchè mi abbia affascinato. Originale.

“Forse noi siamo gli idioti dell’universo, siamo i più stupidi, i più tardivi. Forse siamo fatti in modo da usare sempre la maniera più difficile per ottenere qualcosa, per costruire qualcosa, per capire qualcosa”

“Ed è meglio così – si disse Jenkins. – E’ meglio perdere un mondo, che ricominciare a uccidere”

Cima della Gardiola – Alpi Liguri

11 marzo 2009

Domenica, dopo aver valutato le difficili condizioni della neve, con Alberto e Luca siamo andati con le racchette da neve alla Cima della Gardiola (1889 m.), facile escursioni sulle Alpi Liguri. Come noi molti altri escursionisti hanno scelto questa vetta: abbiamo incontrato un mare di gente sul percorso e in cima.
Nonostante le abbondanti nevicate durante la settimana questa cima è risultata tra le più sicure: pendenza costante, mai troppo elevata; dei 1000 metri di dislivello, circa 700 si percorrono nel bosco per un totale di circa sei ore tra salita, pausa pranzo e ritorno. Il percorso è un po’ noioso all’inizio a causa del bosco, ma arrivati in cima il panorama che si gode dalla vetta ripaga della fatica: Prato Nevoso, Lurisia e Artesina tra le stazioni sciistiche; Cuneo e la pianura padana da una parte. Cima delle Saline, Marguareis, Bisalta e il Monviso dall’altra.
cima affollata nord del marguareis sua maestà il monviso
Tutte le foto come al solito su Adessospiana!!!!

Che tu sia per me coltello – David Grossman

10 marzo 2009

che tu sia per me coltello Un uomo e una donna si scambiano uno sguardo e iniziano uno scambio epistolare. Iniziano come un passatempo, uno sfogo, che la quotidianità ha negato a entrambi. Entrambi sposati e relativamente felici, vengono travolti dai sentimenti, forse non più repressi grazie proprio alla forma di relazione scelta. Nelle lettere che si scambiano, Yair e Miriam, riescono a raccontarsi più di quanto non facciano di giorno in giorno con i rispettivi compagni: Entrambi sposati, perdono presto il controllo dello scambio epistolare che capiscono sempre meno.
Un modo per raccontare come possono essere strani e coinvolgenti i sentimenti.
Bellissima storia, anche in virtù della forma scelta dall’autore per raccontarla.

“..secondo me, svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d’amore. Il più grande”

“Domanda: senti idiota, perchè le racconti scempiaggini come quelle? Le tue vuote riflessioni e la tuia filosofia da quattro soldi? E perchè non c’è in te una briciola di nobiltà o di delicatezza a insegnarti che non si deve dire tutto?!?”

Zio Petros e la congettura di Goldbach – A. Doxiadis

3 marzo 2009

zio petros e la congettura di goldbach L’autore racconta la propria vita e quella dello zio: pecora nera per la famiglia, un amico oltre che un parente per lui: la passione per la matematica l’ha reso schivo, asociale e dipende economicamente dai parenti e questo non è da tutti accettato:
un matematico fallito che non ha mai pubblicato nessuna importante scoperta non è un parente di cui andare orgogliosi.
Ma nessuno della sua famiglia ha forse mai compreso veramente il suo genio, fino a quando il nipote, da sempre l’unica persona in famiglia a lui affine, non si farà raccontare la vita dello zio:
il racconto di una vita tesa ad un solo scopo, l’aridità di una passione totalizzante, l’amicizia con gli altri grandi matematici, la paura di aver dedicato la vita ad uno scopo irrealizzabile.
Nonostante il titolo non occorre capire o essere appassionati di matematica per apprezzare il romanzo.