Archive for febbraio 2009

54 – Wu Ming

24 febbraio 2009

54 Occorre non farsi spaventare dalla mole del libro.. perchè una volta digerite le prime pagine, la lettura scorre veloce. Le diverse storie si intrecciano magistralmente. Ex partigiani, guerra fredda, malavita; l’atmosfera del secondo dopoguerra in un’Italia che ancora aspetta il boom e un Cary Grant caratterizzato magnificamente. Insomma non si direbbe che il protagonista è un televisore!

“Gli Italiani, my dear, non parlano le lingue, ma i napoletani si, tutte!”

“Sono troppo vecchio, Pierre, e le sconfitte sono come un peso che ti porti dentro e ti trascina giù.”

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Zio dinamite – P.G. Wodehouse

17 febbraio 2009

zio dinamite Un sempre grande Wodehouse.. ma in questo libro l’umorismo sovrasta il gioco di incastri degli equivoci che portano al solito gran finale. Un gradino sotto ‘perfetto jeeves!‘ di cui avevo già scritto.
Rimango dell’opinione che se Wodehouse si fosse dedicato ai gialli, nessuno parlerebbe più di Agatha Christie o A.C.Doyle.. riesce sempre a costruire degli intrecci stupendi per costruire le sue storie… ma invece di scoprire il colpevole qui occorre capire in che modo la matassa che va ingarbugliandosi verrà risolta dal protagonista.. magistrale!

“Si, aveva proprio dimenticato ciò che quel sorriso poteva combinare al sistema nervoso di un individuo, accendendosi d’improvviso davanti ai suoi occhi come le luci di una bettola campagnola dopo dieci miglia nella nebbia..”

E non disse nemmeno una parola – Heinrich Boll

10 febbraio 2009

e non disse nemmeno una parola Nella germania del secondo dopoguerra, Fred abbandona la moglie e i figli perchè non sopporta la perdita della vecchia casa, la miseria che li ha travolti, l’ambiente troppo stretto e stressante. Continua a desiderare di far ritorno ma non ha i mezzi per cambiare la situazione e tergiversa. Continua a sperare di cambiare le cose.. ma forse lo farà.. domani.. L’oggi è troppo brutto per non berci sopra. Cerca di far passare il tempo tra macchinette mangiasoldi e interminabili camminate per la città.. Forse cambierà qualcosa solo quando la moglie si rifiuterà di continuare a frequentarlo in maniera clandestina in alberghi di quint’ordine.. Non si rende conto che ha cambiare deve essere soprattutto lui.
Cupo e pessimista, con una porta socchiusa sulla speranza …

“Alla mia età nessuno riesce più a cambiare. Nessuno riesce a cambiare, mai, in nessun caso. L’unica cosa che depone a mio favore è che ti amo.”

“- Vorrei sapere, per esempio, perchè mi hai sposata.
– Per via della colazione – spiegai – Cercavo qualcuno con cui poter fare colazione per tutta la vita.”

La banalità del bene – Enrico Deaglio

3 febbraio 2009

la banalità del bene La storia di un uomo qualunque (ma non troppo), che non ha chiuso gli occhi di fronte ad una situazione terribile. Rimboccandosi le maniche e sfoderando una grande faccia tosta, rischiando la vita e mentendo spudoratamente ha salvato molti ebrei ungheresi. Una grande storia, un grando uomo.
Il libro è bello anche per la ricchezza di note a margine che aiutano a far capire la situazione ungherese a quel tempo.. Per ricordare e imparare.

“Di questa storia che è rimasta così impressa nella memoria di Giorgio Perlasca, quello che a me piace di più è che ci fu una scelta. L’italiano vide due ragazzi gemelli ed ebbe uno scatto pensando che si poteva fare qualcosa per evitare che fossero uccisi. Il tenente colonnello tedesco forse non li vide neanche (me li immagino ranicchiati dentro la macchina) e con un gesto della mano, li lasciò vivere. Per lui erano due numeri, non due persone. Un fatto statistico.”