Archive for dicembre 2008

Trilogia della città di K. – Agota Kristof

30 dicembre 2008

trilogia della città di k. In un paese in guerra, due fratelli vengono affidati alla nonna: il papà al fronte, la madre non sà come sfamarli. Dalla normale vita cittadina e l’amore della famiglia, vengono catapultati in un paese vicino al fronte alla vecchia nonna senza scrupoli. I due, che sono gemelli, ad un certo punto decidono di separarsi e si ritroveranno solo molti anni dopo, cambiati per sempre dalla vita che ognuno si è scelto. La guerra è un incubo, l’incubo la realtà, la realtà un sogno. Chi si è inventato un passato perchè ha un passato terribile, chi perchè crede di non avere un futuro.
Le storia si dipana pian piano in un gioco di specchi bellissimo e sconvolgente. Niente è ciò che sembra fino a che non viene accettata la verità.

“Ci si imbarca per qualsiasi posto, in qualsiasi momento, con chi si vuole, se lo si vuole davvero.”

Annunci

Firmino di Sam Savage

23 dicembre 2008

firmino Firmino è un topolino che vive in una biblioteca, tredicesimo e ultimo figlio della sua nidiata. Essendo il più piccolo e il meno agguerrito, per sopravvivere inizia a nutrirsi con la carta delle pagine dei libri. Pian piano i libri di cui si nutre cominciano ad avere su di lui un effetto particolare: inizia a capire le storie e comincia a non riuscire a far a meno di leggere; più legge più sogna di far parte delle storie che i libri raccontano, vorrebbe comunicare con gli esseri umani..
Bellissimo all’inizio, va spegnendosi pian piano. Alla lunga le citazioni stufano, la storia non coinvolge più. Non cambia registro, mi sarebbe servito un cambio di marcia per appassionarmi dall’inizio alla fine, invece ho quasi fatto fatica a finirlo.

“non sapevi mai quel che avresti potuto trovare alla pagina successiva – nello scaffale, nella pila o nella scatola successivi – e anche in questo consisteva gran parte del piacere.”

“Un tempo fui – malgrado il mio aspetto sgradevole – un inguaribile romantico, la più assurda e ridicola della creature. E un umanista anche, egualmente inguaribile. E tuttavia, nonostante, o forse grazie a queste debolezze, durante la mia prima formazione, fui in grado di conoscere una grande quantità di figure leggendarie e di persone di genio. Riuscii a conversare con tutti i Grandi”

Ghiaccio-nove di Kurt Vonnegut

16 dicembre 2008

ghiaccio nove Uno scrittore vuole scrivere un libro sullo sgancio della bomba atomica di Hiroshima attraverso le vite degli scienziati che crearono l’ordigno nucleare. Inizia perciò con l’intervistare i tre figli del dottor Hoenniker, premio nobel proprio per aver aver creato la bomba atomica. Viene così a scoprire che qualche anno dopo che il dottore creò la bomba atomica, ottenne forse un risultato ancora più strabiliante…
Un libro irriverente, ironico e pessimista, che prende continuamente in giro il lettore spiazzandolo: di fronte ad un bivio la scelta ovvia non è sempre la migliore. Sembra sempre che la morale sia che è meglio sbagliare da sè, piuttosto che farsi trascinare negli sbagli degli altri… intanto sbagliamo tutti.


“La gente da queste parti è abbastanza povera, abbastanza spaventata e abbastanza ignorante da avere un po’ di buon senso.”

“E’ sicuro di essere d’accordo? – gli chiesi. – Un minuto fa ha detto qualcosa a proposito di Gesù.
– E chi è?
– Gesù Cristo, le dice niente?
– Ah – fece Castle – ‘Lui‘ – E si strinse nelle spalle. – La gente deve pur parlare di qualcosa per tenere in esercizio le corde vocali, in modo da avere una bella voce nel caso gli capiti di avere qualcosa di veramente significativo da dire.”

senza parole…

11 dicembre 2008

.. solo un ‘grazie’ a chi ha scattato questa foto..
tramonto al rifugio sanremo

Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer

9 dicembre 2008

molto forte incredibilmente vicino Oskar è un bambino che abita a New York che perde il padre durante il crollo di una delle due torri gemelle. Il trauma causato dalla disgrazia porta Oskar un gran senso di colpa per non aver risposto all’ultima telefonata del genitore; dopo essersi posto migliaia di domande prova a darsi qualche risposta cercando un fantomatico Sig. Blank. Un pretesto, in fondo, per continuare a dimostrare l’attaccamento verso il padre.
Il romanzo è in fondo tutto qui: la perdita del papà raccontata dagli occhi ingenui del figlio troppo piccolo per rassegnarsi a non avere una risposta al perché. Ma anche la perdita di un figlio che non si era mai conosciuto. E il ritrovarsi di una famiglia dopo una disgrazia che diventa aggregante.

“La mamma ha capito che stavo tirando su la lampo del sacco a pelo di me stesso, e io ho capito che non mi voleva bene davvero. Sapevo la verità, e la verità era che, se avesse potuto scegliere, saremmo andati al mio, di funerale.”

“Dover vivere è triste, ma è tragico poter vivere una sola vita.”

Il grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

2 dicembre 2008

Il grande Gatsby Nick si trasferisce a West Egg e deve iniziare il suo nuovo lavoro. Non conosce nessuno e tutti gli chiedono notizie del misterioso vicino di casa: ricchissimo, si dice abbia studiato in Inghilterra e che durante la guerra fosse ufficiale dell’esercito Americano. Certamente organizza feste sfarzose dove non conosce la maggior parte degli invitati, ivi compreso lo stesso Nick.
La traballante situazione poco prima del venerdi nero, molto attuale, ci descrive una società che vive sopra le proprie possibilità; chi non vuole responsabilità e si nasconde dietro un ‘io non lo sapevo, non ho colpa, che ci posso fare’; chi non ha amici ma solo conoscenti.. e rimane solo quando la fortuna volta le spalle. A mano a mano Nick diventa amico di Jay Gatsby, che confesserà di essere in realtà un malvivente e che tale è diventato solo per far soldi e poter riconquistare l’innamorata di un tempo.. ma quando riuscirà a riconquistare il cuore di Daisy, verrà travolto dagli eventi sfavorevoli, perché oramai ha abbassato la guardia, diventando una vittima…

“Gli occhi grigi striati dal sole fissavano il vuoto, ma lei aveva deliberatamente preso le redini dei nostri rapporti e per un momento credetti di amarla. Ma sono molto lento a pensare e pieno di regole interiori che agiscono sui miei desiderii; capii che prima di tutto dovevo togliermi con risolutezza da quel pasticcio a casa. Continuavo a scrivere ogni settimana una lettera, firmandola ‘Affettuosamente Nick’ e l’unica cosa che mi veniva in mente era il velo leggero di sudore che appariva sul labbro superiore della ragazza quando giocava a tennis. Eppure esisteva un vago impegno che doveva essere troncato con tatto, prima che potessi ritenermi libero.”

“Avevo parlato con lui una mezza dozzina di volte, nell’ultimo mese, e mi ero accorto con grande delusione che aveva poco da dire. Così la mia prima impressione, che questo personaggio avesse in sè qualcosa di impreciso ma notevole, se era pian piano dileguata, e Gatsby era diventato semplicemente il proprietario di una casa molto vicino alla mia.”