Archive for novembre 2008

I milanesi ammazzano al sabato – Giorgio Scerbanenco

26 novembre 2008

I milanesi ammazzano al sabato Donatella Berzaghi è bella. E’ alta un metro e novanta ma è bellissima.. e gli piacciono gli uomini… ma è una minorata mentale e i genitori cercano di evitare che si scontri con il mondo oltre la porta di casa: lei non potrebbe difendersi dalla cattiveria e dalla avidità al di fuori della famiglia. Ma è troppo bella e qualcuno la rapisce.
Dopo qualche tempo Donatella viene ritrovata semi-carbonizzata ai lati di una strada, e il padre vuole giustizia, dopo cinque mesi passati a fare la spola tra casa e il commissariato di polizia.
Un’altra indagine per Duca Lamberti, troppo sensibile per non lasciarsi coinvolgere, questa volta aiuterà il padre disperato alla ricerca della bella ‘gigantessa’ prima, degli assassini della figlia di un padre inconsolabile poi. La frustrazione del povero padre, iniziale leva dell’indagine, porterà al tragico epilogo, che spiega anche il perchè del titolo.
Ho scoperto Scerbanenco e in particolare questo libro dopo essere stato ad un concerto degli afterhours, il cui ultimo lavoro è proprio I milanesi ammazzano il sabato e la curiosità mi ha spinto a cercare notizie sull’autore… per fortuna: si è rivelato una gran bella scoperta!

“Perchè i criminali non sono mai inteligenti. La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia, nessuna persona, appena appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l’assassino. E così i tre idioti decisero di ucciderla, la ragazza che non rendeva più. In questo modo, alla fine, sarebbero stati scoperti lo stesso, ma incolpati oltre che di ratto e sfruttamento, anche di omicidio premeditato. Belle intelligenze.”

Starship troopers – Robert A. Heinlein

19 novembre 2008

starship troopers Juan Rico è un ragazzone figlio di un industriale che preferisce la carriera militare alla comoda vita da dirigente d’azienda che il padre aveva scelto per lui. Inizia così il suo addestramento tra combattimenti simulati e lezioni teoriche di tattiche, uso di armi e di armature speciali. La catastrofe che distruggerà la sua famiglia sarà il punto del non ritorno verso la sua carriera militare. Molti suoi amici abbandoneranno, perchè troppo dura, la vita militare. Altri moriranno in seguito nelle prime battaglie. Lui, un po’ per fortuna, in parte per la sua abilità, sopravviverà e diventerà addirittura comandante del suo plotone.
Molta azione, ma anche tanta psicologia in questo romanzo di Heinlein che sembra riporre molto ottimismo nelle generazioni future come già in a noi vivi, Dimenticate il film di Verhoeven.. qui il protagonista è un ragazzo normale, che sbaglia, impara e si impegna al massimo in quello che fa; niente storie d’amore che finiscono male.
La teoria dell’autore circa la responsabilità del voto la condivido in parte. ‘Chi non ha dimostrato di voler morire per il proprio paese, non merita di guidarlo’.
Forse è fin troppo esagerata, ma un po’ di consapevolezza farebbe bene a chi va a votare i politici che ci ritroviamo..

“Non esistono armi pericolose, esistono solo uomini pericolosi. Noi tentiamo di insegnarti a essere pericoloso, per il nemico, si intende.”

“L’antico adagio ‘Capire significa perdonare’ è una balla bella e buona. Certe cose, più le capisci, più ribrezzo ti fanno.”

Cima Giobert – Val Maira

18 novembre 2008

Tramite il consiglio di un conoscente anche lui utente del mitico forum di quotazero, domenica, con due amici, sono stato sulla Cima Giobert, 2435 metri, in Val Maira.
Grazie al cielo terso la gita è stata veramente stupenda, anche se un pochino faticosa. Lo strato di neve fresca sopra i 1800 metri ha reso indispensabili le racchette da neve per riuscire a procedere in diversi punti in sicurezza e senza affondare fino al ginocchio: comunque le racchette, da subito, andavano riempiendosi di neve, tant’è che spesso occorreva fermarsi e prenderle a ‘mazzate’ per alleggerirle..
In discesa, in pratica, si formava un alzatacco involontario, anche abbastanza fastidioso, per il peso in più che occorreva portarsi dietro….
Durante il ritorno verso la macchina, alcuni grossi volatili (esemplari di Gallo Cedrone, forse?) , spuntando dalla neve, hanno spiccato il volo .. quasi da sotto le nostre ciaspole; più che altro la cosa che ci ha stupito è la perfetta invisibilità ottenuta dagli uccelli che erano totalmente immersi nella neve, quindi invisibili fino a che non spiccavano il volo: è stato impossibili anche fotografarli. Per me è stata la prima volta che ho potuto ammirare uno spettacolo così.. singolare..
Alcune foto della gita e di seguito la solita ‘anteprima’.
verso la cima  dalla cima  la valangaaaaaaaa

noi siamo..

12 novembre 2008

Noi siamo ciò che facciamo finta di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere. (Kurt Vonnegut)

Pierre e Jean – Guy de Maupassant

12 novembre 2008

pierre e jean Pierre e Jean sono due fratelli in eterna competizione. Due caratteri profondamente diversi, l’uno impulsivo e indeciso, l’altro calmo e perseverante. L’uno che ha faticato a terminare gli studi, l’altro studente modello. Entrambi si dividono l’amore dei genitori ed entrambi sono invidiosi dell’altro. Nonostante tutto, la vita di famiglia scorre tranquilla: non ci sono problemi di soldi e ognuno dei due fratelli ha il futuro già ampiamente segnato: l’uno come medico, l’altro come avvocato. Eppure una inaspettata eredità sconvolge la vita della tranquilla famigliola. Infatti l’intera eredità di un amico di famiglia andrà al più piccolo dei due fratelli.
Dopo che Jean sa di essere diventato il beneficiario dell’eredità, la famiglia si spacca. Pierre, il primogenito, si rode nell’invidia, poi il tarlo del sospetto inizia a minare la sua fiducia nei genitori. La conferma del sospetto peserà terribilmente, ma Pierre si farà da parte. Preferirà l’amore per i genitori e il fratello all’invidia, a costo di abbandonare i suoi cari.
Maupassant riesce a rendere perfettamente l’angoscia di una situazione familiare instabile.

“Ed egli soffriva quanto lei! Soffriva spaventosamente di non amarla più, di non più rispettarla e di torturarla. .. Oh come avrebbe voluto perdonare ora! Ma non poteva, era incapace di dimenticare. Se soltanto avesse potuto non farla soffrire; ma neppure questo poteva fare, perché anche lui continuava a soffrire.”

Non è un paese per vecchi – Cormac McCarthy

5 novembre 2008

non è un paese per vecchi Un reduce del Vietnam, Llewelyn Moss, durante una solitaria battuta di caccia, si trova sulla scena di un massacro. Dopo essersi aggirato intorno ai fuoristrada crivellati ed ai cadaveri, si imbatte fortunosamente in una valigetta stracolma di dollari. Decide che l’insperato colpo di fortuna merita di essere sfruttato, ma sa anche che potrebbe essere pericoloso: Llewelyn è un saldatore ma non è stupido; sono soldi facili, ma sa bene che potrebbe iniziare un periodo in cui da cacciatore potrebbe trasformarsi in preda. Decide quindi di allontanare la moglie chiedendole di tornare dalla madre di lei, e decide di allontanarsi lui stesso dalla propria casa. Purtroppo per lui, uno spietato assassino viene assoldato per recuperare il denaro, iniziando così una lotta senza esclusione di colpi. Nel frattempo il vecchio sceriffo Ed Tom cercherà di districare l’intrigo seguendo la scia di cadaveri seminata dal sicario.
Tale e quale al film dei fratelli Coen… le brevi riflessioni dello sceriffo si alternano all’intreccio delle storie dei vari personaggi. Rimane solo da scegliere il protagonista. Il reduce Llewelyn, lo sceriffo Ed Tom o l’implacabile killer Chigurh?

“Secondo me se tu fossi Satana e stessi pensando a come mettere in ginocchio la razza umana, è probabile che ti verrebbe in mente la droga. .. L’esistenza di Satana spiega un mucchio di cose che altrimenti non si possono spiegare. Almeno secondo me.”

“Gli diedi ragione sul fatto che la vecchiaia era una brutta cosa e allora lui disse che ha un vantaggio però ce l’aveva e io chiesi quale. E lui disse non dura molto. Aspettai che sorridesse ma non sorrise. Io dissi be’, è un po’ cattiva. E lui disse che si era cattiva ma quanto la realtà.”