Archive for ottobre 2008

Nicolas Eymerich, inquisitore – Valerio Evangelisti

29 ottobre 2008

nicolas eymerich Il romanzo, il primo di una lunga saga, si sviluppa su diversi piani temporali.
Nicolas Eymerich appartiene alla inquisizione spagnola e ne viene eletto a capo, alla morte di Padre Agustin, nonostante la giovane età. Sa che dovrà gestire la propria carica con oculatezza se non vorrà che l’inquisizione cada in mani sbagliate, preda del gioco di potere tra Re, nobiltà e papato. Quando iniziano ad accadere strane episodi, malefici e possessioni, il gioco si farà ancora più pericoloso. La stessa vita di Nicolas sarà in pericolo.
C’è poi il professore di fisica Marcus Frullifer, una specie di scienziato pazzo stile ‘ritorno al futuro’ che ha una interessante teoria su come concentrando energie psichiche, possa essere possibile viaggiare nel tempo..
Il romanzo di Evangelisti scorre veloce, ho avuto l’impressione di non aver colto molti dei particolari necessari a comprendere la storia.. spero di recuperare a breve con i vari ‘Il corpo e il sangue di Eymerich’ e ‘Le catene di Eymerich’, rispettivamente secondo e terzo episodio della saga. Chissà che si svelino alcuni punti nodali dell’intreccio.
In ogni caso il romanzo mi ha impressionato: era da parecchio che non leggevo un libro di fantascienza che non fosse un classico alla Asimov, Clarke o Herbert, o un cyberpunk alla Gibson, Sterling o Stephenson.

Il sospetto – Friedrich Durrenmatt

22 ottobre 2008

il sospetto L’ispettore Barlach è malato. A pochi giorni dalla pensione, si trova in ospedale. Per fortuna c’è il medico e grande amico Samuel Hungertobel, che spesso lo passa a trovare perchè sa dell’avversione dell’ispettore per gli ospedali: una mente attiva come quella di Barlach si annoia a causa dell’ozio forzato. Proprio durante un momento di noia, sfogliando una rivista, Samuel sembra riconoscere un collega chirurgo. La stranezza è che quel chirurgo è ufficialmente morto. Si tratta inoltre di un medico che operava prigionieri nei campi di concentramento nazisti, senza anestesia!
A causa delle poco brillanti condizioni fisiche questa volta l’indagine dell’ispettore Barlach non è un puzzle di indizi che viene pian piano a formarsi, ma di cui si vede la figura solo alla fine; è più una serie di fortunose coincidenze che faranno si che la storia .. finisce come deve finire, eccetto che il criminale non verrà assicurato alla giustizia.

“Io rifiuto di fare distinzioni tra i popoli e di parlare di nazioni buone e di nazioni cattive; ma una distinzione tra gli uomini sono costretto a farla”

“Ero convinta che si dovesse amare questo triste coso fatto di pietra e di fango che gira attorno al sole, questa terra; che fosse nostro dovere aiutare l’uomo in nome della ragione, di aiutarlo a uscire dalla miseria e dallo sfruttamento…”

Alpi Marittime – Charnassere cima est

20 ottobre 2008

Ieri sono stato con un amico su questa cima poco conosciuta delle alpi Marittime nella valle delle meraviglie. L’ora di macchina supplementare per raggiungere la località di partenza è comunque stata ripagata dalla bellezza di questa valle. Inoltre devo aggiungere che i camosci sono molto più socievoli che nelle alpi Liguri: sono riuscito a scattare parecchie foto ravvicinate come non mi capitava da parecchio tempo.
Veniamo all’itinerario: raggiunto Casterino (sulla statale del col di tenda, bivio a St Dalmas de tende), occorre proseguire fino a che la strada termina presso una sbarra. Lasciata la macchina in prossimità della sbarra, in circa due ore si raggiunge il rifugio Valmasque, presso il Lac Vert.
Da lì occorre seguire una traccia che sale praticamente lungo la linea di massima pendenza fino in cima.
Arrivati in cima (la est) della Charnassere, volevamo provare ad arrivare sulla cima Ovest, ma non c’è stato verso.. non abbiamo trovato una traccia percorribile senza ausilio di corde o altro e abbiamo cominciato a scendere per eventualmente congiungerci con la strada che partendo dal rifugio arriva alla cima ovest.. ma abbiamo trovato il bivio a 200 m dal rifugio.. sarebbe stato necessaria un’altra ora e mezza di ripida salita per tornare ai 2750 metri circa della cima ovest. Peccato perchè sarebbe stato possibile arrivare al lago dell’agnello e fare così un bell’anello per il ritorno alla macchina. Tornati nei pressi del rifugio Valmasque, abbiamo fatto una digressione di pochi minuti verso il vicino Lac Noir e poi siamo tornati alla macchina, il tutto (pausa panini compresa) in circa 9 ore.

Ecco qualche foto:

    

Un borghese piccolo piccolo – Vincenzo Cerami

15 ottobre 2008

un borghese piccolo piccolo Un borghese piccolo piccolo è un romanzo del 1976 di Vincenzo Cerami, da cui Monicelli ha anche tratto un celebre film. Il borghese piccolo piccolo è Giovanni Vivaldi, un impiegato del ministero che svolge un lavoro noioso e ripetitivo ed il cui unico orgoglio è il figlio neo-diplomato, Mario. Il sogno del signor Giovanni è veder Mario sistemato al suo posto, al ministero, magari partendo dove lui era arrivato dopo 30 anni di lavoro, con la prospettiva di non aver per capoufficio un uomo più giovane e poter fare quindi carriera. Inizia qui il calvario di Giovanni che deve scendere a compromessi poco puliti per garantire che il figlio passi il concorso con cui vengono assegnati i posti al ministero. Da lì in poi un evento dopo l’altro sconvolgerà la famiglia Vivaldi: la morte di Mario, la malattia di Amalia, la moglie, la inutile vendetta di Giovanni. Ma la cosa peggiore sarà il momento della pensione di Giovanni: la consapevolezza degli anni che gli rimangono da vivere senza familiari e senza veri amici, dopo una vita nella quale solo lavoro e famiglia avevano sempre escluso ogni altra distrazione.

Sotto i venti di nettuno – Fred Vargas

8 ottobre 2008

sotto i venti di nettuno Anche questa volta il commissario Adamsberg deve sbrogliare una matassa assai intricata e anche questa volta, contro ogni logica, saranno le sue intuizioni a portarlo sulla giusta strada, verso la risoluzione del caso. Il tutto ha inizio quando viene trovata una giovane donna uccisa con tre ferite da arma da taglio, che fa tornare alla mente del commissario un analogo omicidio legato alla sua infanzia. Ma il commissario tarda a guardarsi le spalle e rischia più del dovuto: vuole assicurare il criminale alla giustizia a tutti i costi e non esiterà a mettersi in gioco. Arriveranno a dargli man forte anche i colleghi, che pure non amano i metodi di Adamsberg, ma che gli riconoscono una indubbia bravura, seppure ogni tanto anche lui, umanamente, commette errori.

“Io? Mi chiamano ‘lo spalatore di nuvole’. Se lo tenga per sè, Mordent, come l’articolo.”

“Né l’uno né l’altro si dissero arrivederci. Una parola indecente quando non sai se potrai mai più incontrarti. Una parola banale e quotidiana, pensò Adamsberg allontanandosinel buio, e ormai per lui inaccessibile.”

Bad Chili – Joe R. Lansdale

1 ottobre 2008

bad chili Quando un amico viene accusato ingiustamente di omicidio, Hap cerca di aiutarlo: lo nasconde e inizia un’indagine parallela alla polizia per scoprire il colpevole. Ma Hap non è un eroe infallibile senza macchia e senza paura, è solo un uomo leale che sa dare e prendere pugni, con un po’ di etica mascherata sotto parecchi metri di cinismo.
Dopo La notte del drive-in non sono riuscito a trattenermi e ho provato subito un altro libro di Lansdale. Di solito cerco di far passare più tempo tra due libri dello stesso autore, visto che tante volte mi sembra di leggere un libro troppo simile all’altro, quindi mi occorre tempo per dimenticare il precedente. Nonostante tutto ‘Bad chili’ mi è molto piaciuto. Sono pochi gli elementi in comune con ‘La notte..’ e anche lo stile di scrittura mi è parso diverso, battute al vetriolo a parte.

“I cristiani pensano che devi essere buono per andare in paradiso. Ma se sei buono perché tu piace esserlo e non credi in quelle stronzate, ti dicono che finirai comunque nel forno, a cuocere a fuoco lento.Amano un dio tiranno, che ti dice di essere buono, altrimenti ti sistema lui.”

“Un tizio spaccia droga, ed è perchè è morta sua nonna. I ragazzi poveri spacciano perché sono poveri. Un altro va fuori di testa e ammazza della gente, e dipende dal fatto che mangiava troppi Twinky, e lo zucchero gli è andato al cervello. A volte può anche essere vero, ma sai una cosa? Non me ne frega un cazzo. Credo che una persona dovrebbe assumersi la responsabilità di essere uno stronzo.”

“-Bè, direi che l’abbiamo proprio spaventato.
– Già, disse Jim Bob. – Era così terrorizzato che se avesse avuto un cuscino e una branda si sarebbe fatto un sonnellino.”