Venere privata – Giorgio Scerbanenco

venere privata Duca Lamberti è un ex-medico appena uscito di galera. Come medico è stato radiato dall’albo per aver dato la ‘dolce morte’ ad una paziente malata terminale e non potendo più esercitare è costretto ad accettare un lavoro alquanto insolito. Un ragazzo, Davide Auseri, da un anno è diventato un alcolista. Da sempre troppo timido e sensibile, Davide cerca di scacciare i suoi fantasmi personali annegandoli nel whisky. Ma i fantasmi hanno una origine reale e Duca pian piano riesce a penetrare il mutismo ostinato di Davide, che desiderava solo di confidare ad un amico la sua pena: si sente responsabile per la morte, avvenuta esattamente un anno prima, di una giovane. Le spiegazioni di Davide non convincono però l’ex medico, che forte della amicizie del padre, ex-poliziotto, riesce ad indagare privatamente sulle vicende che hanno portato alla morte della povera ragazza.

“La società è un gioco, vero? Le regole del gioco sono scritte nel codice penale, in quello civile e in un altro codice, piuttosto vago e non scritto, detto codice morale. Saranno codici molto discutibili, che devono essere continuamente migliorati, ma, o si sta alle loro regole, o non ci si sta. L’unico trasgressore alle regole del gioco che io possa rispettare è il bandito con trombone che si nasconde per le montagne: lui, anzi, dice chiaramente che non vuol giocare alla bella società e che le regole se le fa lui come vuole, col fucile. Ma i bari no. li odio e li disprezzo. Oggi ci sono i banditi con l’ufficio legale a latere, imbrogliano, rubano, ammazzano, ma hanno già studiato la linea di difesa con il loro avvocato nel caso fossero scoperti e processati e non vengono mai puniti abbastanza.

Una Risposta to “Venere privata – Giorgio Scerbanenco”

  1. I ragazzzi del massacro – Giorgio Scerbanenco « Scarsamente Tollerante Says:

    […] I ragazzzi del massacro – Giorgio Scerbanenco By rinkoboy Scerbanenco non tradisce. La storia è sempre la solita indagine di Duca Lamberti: attaccato a pochi e flebili indizi, con la solita caparbietà riesce ad arrivare a scoprire il colpevole. Un eroe con macchie e paure raccontato in un italiano un poco strano: a volte l’autore usa termini ricercati quasi a colorire maggiormente le vicende che racconta, senza complicarle: la facilità con cui si i racconti di Scerbanenco si lasciano leggere mi colpisce sempre! Questa volta Duca si trova davanti ad uno omicidio veramente crudele: una insegnante di una scuola serale viene trovata massacrata nell’aula dove insegnava. Intorno a lei gli abiti strappati e scritte oscene. Tutti gli alunni sono sospettati: giovani che alle spalle hanno situazioni familiari difficili, provenienti da riformatori, avvezzi al crimine. Dello stesso autore: i milanesi ammazzano il sabato e venere privata […]

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