L’ultimo copione di John Pellam – Jeffery Deaver

l'ultimo copione di John PellamDopo qualche di tempo di astinenza, sono ricascato nella trappola di un libro ‘veloce’. Doppio errore: dopo questo sarebbe stato meglio provare con uno dei libri del ciclo di Lincoln Rhyme. A parte queste considerazioni, il libro in questione mi è piaciuto più dei due che lo hanno preceduto. Si comincia a intravedere il Deaver de ‘Il Collezionista di Ossa’; molti i colpi di scena ottimamente fusi nella trama.. che sono poi il motivo che tiene il lettore inchiodato alle pagine.
Un merito di Deaver è sicuramente quello di non usare quasi mai scene a sfondo ‘piccante’, come invece molti altri autori fanno. Qui si legge d’un fiato perchè la trama è incalzante e il livello della tensione è sempre alto.

Ma quel che c’è da dire su di lui è che non ha mai trovato se stesso. E per un uomo è dura. E la cosa più dura è che era una persona che non riusciva a trovare il suo posto. … Ciò che desiderava di più era la terra. Per possedere qualcosa. E’ questa la cosa più buffa.. noi non abbiamo mai avuto una casa perchè lui perdeva tutto il suo tempo a fare progetti su come avere della terra…

Oggigiorno le bugie più grosse sono più efficaci della grigia verità

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