Metafisica dei tubi – Amélie Nothomb

Sin dalla più giovane infanzia la protagonista del romanzo mostra segni di qualcosa di speciale dentro di sè. Conosce il significato di molte cose anche se non sa ancora esprimersi. Quasi come un essere soprannaturale piano piano prende coscienza dei limiti imposti dal suo corpicino ancora poco sviluppato e da una neonata troppo calma diventa una bambina capricciosa, a cui basta un pezzo di cioccolato bianco per calmarsi.
Giocando con se stessa e con il personaggio che si creata (La Nothomb è nata in Kobe, suo padre era un diplomatico belga ed ha una passione per il cioccolato bianco), l’autrice del romanzo crea uno scatenato susseguirsi di episodi ora tristi, spesso divertenti, mai noiosi. Una autobiografica canzonatoria (o biografia auto-canzonatoria?), la nothomb azzecca sempre il modo per spiazzarci e farci apprezzare un punto di vista diverso, fuori dagli schemi.

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