Un giorno della mia vita – Bobby Sands

Bobby Sands nasce nel 1954 nella periferia di Belfast. A diciotto anni entra nell’Ira e viene arrestato.
Nel 1976 viene condannato a 14 anni senza prove e muore nel 1981 in seguito ad uno sciopero della fame.
Combatterà fino alla morte nella vana protesta contro il fatto che lo stato inglese non riconosca lo status di prigioniero politico a lui e a quelli che come lui, sono stati incarcerati perchè militanti dell’Ira.
Grazie a mille espedienti, riuscirà a far pervenire ai genitori alcuni racconti, scritti sulla carta igienica e con un pennino di penna Bic.
Il libro è poi completato dalla cronologia dei dieci anni in cui il governo inglese, reintroducendo l’internamento senza processo, incarcerò centinaia e centinaia di nord-irlandesi, se solo erano sospettati di essere vicini all’Ira.
(Per questo Amnesty international la Corte europea per i diritti umani si espresserò più volte contro i metodi di interrogatorio dei carcerieri, classificati ‘disumani e degradanti’)

“Non stiamo morendo lo stesso? – pensai – I nostri corpi non stanno forse consumandosi a poco a poco? Ora sono un cadavere vivente. Cosa sarò fra sei mesi? Sarò vivo fra un anno?”

“Durante una conferenza stampa in Arabia Saudita Margaret Thatcher dichiara: ‘Non sono pronta a prendere in considerazione l’idea di concedere lo status politico a gruppi di persone che sono state condannate per aver commesso dei crimini. Un crimine è un crimine; non ha nulla di politico’”.

2 Risposte to “Un giorno della mia vita – Bobby Sands”

  1. Skeno Says:

    Grandissimo libro. Riesci ad empatizzare pure con degli assassini, come erano quelli dell’IRA, magari non Bobby Sands, ma tanti altri. E comunque apre uno squarcio interessante sulle supposte democrazie occidentali. E’ un libro che ti mette addoso molti dubbi.
    Ciao
    Skeno

  2. Joseph Simon Gallieni Says:

    Bobby Sands era un eroe poichè l’intolleranza e le discriminazioni contro i cattolici nordirlandesi da parte della maggioranza protestante costituivano un’infamia.
    Quanto alla Thatcher è solo una boriosa e inumana reazionaria che ha contribuito, tra l’altro, ad aggravare le già enormi diseguaglianze sociali che esistevano nel Regno Unito (ed esistono ancora purtroppo, perfino i laburisti hanno fatto poco per ridurle).
    Se qualcuno pensa che esageri dirò soltanto che secondo le statistiche ufficiali dell’ultimo governo conservatore pre-Blair il 40 per cento della popolazione dell’U.K. viveva al di sotto della soglia della miseria.

    J.S.G.

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