Estensione del dominio della lotta – Michel Houllebecq

Un trentenne analista programmatore in un società di software conduce un’esistenza scialba, trascinandosi in pratica tra casa, lavoro e camere d’albergo. Interrogandosi su come potrebbe essere vivere, finisce per cascare in una crescente apatia verso il mondo esterno che non sembra offrirgli nessun momento interessante.
Per via del suo modo di fare, si ritrova a essere la causa della morte di un collega, ma non riesce a scuotersi, fino a che la classica goccia, non farà traboccare il vaso e avrà un crollo nervoso. Il soggiorno in una casa di cura non serve a ristabilire l’equilibrio, perchè continuano a mancare le risposte.
Houllebecq racconta molto bene il disagio della vita moderna, stretta tra lavori alienanti, convenzioni sociali e assurde abitudini, senza proporre soluzioni miracolose, senza giudicare le persone. Destabilizzante, arido e cinico.

“Ho vissuto talmente poco che ho la tendenza a immaginare che non morirò; si direbbe inverosimile che una vita umana si riduca a così poca cosa.”
“Questo mondo non mi piace. Decisamente non lo amo. La società in cui vivo mi disgusta; la pubblicità mi nausea; l’informazione mi fa vomitare.”

5 Risposte to “Estensione del dominio della lotta – Michel Houllebecq”

  1. Alessandrina Says:

    Beppe l’hai scritto tu questo libro? :)

  2. maria pina ciancio Says:

    Interessante ed estrememente “contemporaneo”.
    Mapi

  3. leonardo dei rossi Says:

    Non sottovalutate questo libro. E’ una delle più grandi opere filosofiche mai pubblicate, a mio parere la migliore di Michel Houellebecq. Leggetelo, non è la solita cretinata esistenzialista, è un’analisi lucida della società contemporanea.

    In proposito, cito dal mio blog:

    Una ragazza francese domanda quale sia la connessione tra “estensione del dominio della lotta” ed angoscia esistenziale.

    Ecco la mia risposta

    Parlo solo italiano o, al limite Inglese. Per quanto riguarda “l’angoscia di esistere”, non credo che possa essere considerata il tema principale di estensione del dominio della lotta, sebbene tale sentimento possa innestarsi nel lettore.
    Il tema principale è “la lotta”, ovvero una condizione di scontro in cui, per definizione il più forte annienta il più debole. Tale “lotta”, tipica del liberismo, si estende a tutti gli ambiti della vita, compreso quello affettivo e sessuale, portando a nuovi tipi di emarginazione.
    In tal senso, può identificarsi un’angoscia di esistere, quale condizione dello sconfitto, in particolare sul piano sessuale.
    Tale sconfitta, investendo il lato più intimo della persona, è maggiore di quella dovuta alle precedenti forme di emarginazione conosciute dall’umanità, e numericamente viene a coinvolgere non una minoranza, ma la maggioranza degli individui “deboli”.

  4. elucy Says:

    Ora sto leggendo (anche se troppo lentamente per via del poco tempo) il cacciatore di aquiloni, ma appena finito mi butterò su questo, mi sa che mi ci ritroverò abbastanza…grazie della segnalazione!

  5. williamdollace Says:

    capolavoro. non ho altro da aggiungere

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