Archive for gennaio 2008

L’atlantide di Ayn Rand

30 gennaio 2008

Terzo e ultimo libro del ciclo ‘La rivolta di Atlante’.
La storia di Dagny Taggart arriva all’epilogo.
La società piegata agli interessi dei potenti è sempre più messa in crisi dalla fuga degli imprenditori che hanno smesso di lottare, stanchi di vedersi sottrarre le loro conquiste, le loro ricchezze e i loro meriti dai burocrati, dai politicanti al potere che non sanno prendere nessuna decisione utile, quando questa potrebbe provocare malumori nella società.
Il risultato è uno stato disorganizzato, in cui il prezzo da pagare per conservare lo status quo, si lotta solo per scaricare le responsabilità, che immancabilmente finiranno per gravare su quelle persone che preferiscono il bene comune al proprio.
Ma oramai quegli imprenditori che si facevano carico di trascinare economicamente la nazione si sono stancati non veder riconosciuti i propri meriti; si sono stancati di vedere i propri sforzi resi vani da politiche miopi; sono stufi di temporanee misure tese alla sopravvivenza e mai al risanamento.
Solo la protagonista rimane al suo posto, non perchè sia schierata con i politici ottusi, ma solo per amore del suo lavoro e di quelle poche persone che ancora cercano di svolgere i compiti loro affidati al meglio delle loro possibilità… finchè…

“Non chiederti perchè non senti antagonismo per noi. Sarai una di noi, finchè rimarrai innamorata delle tue ferrovie, delle tue locomotive.. .. L’unica persona che non si potrà mai redimere è chi vive senza passione.”
“.. le decisioni erano prese in anticipo, in forma furtivamente privata, a colazione, a pranzo o nei bar; più grave l’argomento, più casuale il metodo per sistemarlo.”
“Mi piacerebbe vivere, signor Rearden. Dio, come mi piacerebbe! – lo disse con voce appassionata e tranquilla. – Non perchè muoio.. ma perchè l’ho scoperto solo stasera, che cosa significa veramente essere vivo.. e.. è buffo..”

Annunci

Tra volti e città di Massimo Arzani

28 gennaio 2008

Tra volti e città è un breve libro di istantanei racconti che portano il lettore tra il carnale Brasile, la vecchia Lisbona, la fredda Norvegia, la magica Malta e l’irriverente Amsterdam.
Il filo conduttore dei racconti è sempre il mare. Giocando sul filo della metafora, l’animo dell’autore come il mare: una cortina immutabile ma in continuo movimento.
L’autore che ci racconta infatti la sua realtà, i suoi viaggi, le sue esperienze, i suoi cambiamenti, i suoi propositi.

Questa volta, come altre, mi sono lasciato convincere alla lettura di un autore imperiese.
Se dovessi muovere una critica, direi che i racconti sono fin troppo essenziali. Mi sarebbe piaciuto che l’autore mi raccontasse un po’ di più della sua storia.

I am Legend

27 gennaio 2008

Qualche tempo fa ho letto il libro di R.Matheson ed ero curioso di come potesse rendere al cinema un capolavoro della Sci-fi. Chiarisco subito che sono andato al cinema con un certo pessimismo.. non so perchè ma non credevo che il film mi potesse piacere… e invece mi sono dovuto ricredere. Il film mi è piaciuto, non quanto il libro, ma mi è piaciuto. Certo, il finale melodrammatico all’americana ha un po’ tradito la storia originale e a tratti Will Smith non è proprio convincente.. però la storia mi ha tenuto incollato alla poltrona e gli effetti speciali sono funzionali alla storia senza sostituirla, come capita talvolta in alcuni film del genere.

Monte Trevine e sci di fondo…

22 gennaio 2008

Sci di fondo – Val D’aveto

Era un bel po’ di tempo che non provavo a inforcare gli sci da fondo. Domenica ho approfittato di un amico che voleva sgranchirsi sulla pista che dal passo del Tomarlo arriva fino alle pendici del Monte Penna, più precisamente al passo dell’Incisa.
Probabilmente il mio amico si è pentito di avermi convinto: si è dovuto infatti attardare parecchio vista la mia scarsa esperienza sciistica:
ho perso il conto dei voli e delle ingloriose scivolate a terra.
Purtroppo ho penato parecchio prima di riuscire a capire come affrontare le discese (per fortuna non troppo ripide), complice un po’ la stanchezza accumulatasi via via e la scarsa abitudine allo sci.
La temperatura molto calda e il bel sole hanno comunque contribuito alla bella giornata.
Altri due amici hanno effettuato una escursione sul monte trevine, vicino al Penna. Come al solito potete trovare tutte le foto dell’escursione su adessospiana.

Il mondo è posteggiato in discesa – Matteo Galiazzo

20 gennaio 2008

Questo libro è veramente divertente e surreale. Un extracomunitario croato e una extraterrestre drogata si ritrovano a genova e vivono la loro storia d’amore. Tra commissari di polizia e appuntati pasticcioni, un amico genovese piuttosto stravagante che cerca di autoipnotizzarsi per dimagrire e poter finalmente aver accesso in discoteca, il nostro eroe Stanko racconta barzellette esilaranti a tutto spiano, nella speranza che qualcuno rida…. ma solo una persona lo capirà veramente.
Una bella metafora, che fa capire come sia importante accettare anche i punti di vista che non si riescono ad accettare istintivamente.

‘Ora Stanko va in giro per la campagna in cerca di mine antiuomo inesplose e le trasforma in confezioni di lacca per capelli. Melina passa il suo tempo confezionando marmellata di lamponi. Ogni tanto si raccontano una barzelletta. Lo sapete quali cambiamenti ha portato il regime di Tito nelle macellerie? Prima nel negozio c’era l’insegna con scritto ‘Ivan Goravic’ e dentro c’era la carne. Con Tito invece nell’insegna del negozio c’era scritto ‘Carne’ e dentro c’era Ivan Goravic’

Tuttalpiù muoio – Albinati e Timi

15 gennaio 2008

I racconti, la storia, i pensieri del giovane attore squattrinato, che vive sempre sugli alti e bassi del momento, alla perenne ricerca di soldi, di un ruolo, di una parte quando non lavora, in cerca dell’ispirazione quando trova lavoro, in cerca di quei pochi momenti in cui riesce a godersi in pace il frutto del proprio lavoro a fine spettacolo,in cerca di qualcosa dove spendere i soldi.. e poi daccapo..
Irrequieto e istrione, balbuziente e ipovedente giù dal palco, una forza della natura quando trova l’ispirazione.

“Ieri sera ho ucciso Pollyanna e il suo stupido ottimismo. E mi sento molto meglio.”

“Se l’unico modo per esistere è di crearsi una realtà artificiale, se tutta la vita è uno schermo, allora io debbo far ridere, o far vomitare, ma sempre, in ogni momento, non solo quando sto recitando.”

“Il paradiso deve essere adesso, se no, non è paradiso, è un accontentarsi.”

“L’arroganza è forse l’unico colore capace di non avere paura della vita. Nascere è arrogante, vivere, amare, pregare, morire, essere felici, sono tutte forme di presunzione.”

“Forse leggendo speri di trovare delle risposte perchè sei così vigliacco che non riesci a trovartele da solo, forse perchè sei come la maggior parte degli esseri umani che non ha abbastanza palle per vivere, e preferisce leggere, sognare, farsi i suoi viaggi da solo o da sola.”

Middlesex – Jeffrey Eugenides

10 gennaio 2008

Tante storie sono mischiate in questo libro:
La storia di un bambino che, per una malattia genetica, viene scambiato per una bambina fino all’adolescenza e combatte la battaglia quotidiana per scegliere chi diventare, dovendo fare i conti con la sua situazione.
La storia di una famiglia che pare destinata a non trovare un luogo dove sia bene accetta, dagli inizi del secolo scorso ai giorni nostri: prima in turchia poi in America ma sempre troppo Greca, straniera in terra straniera.
La storia degli Stati Uniti, di Detroit, dal proibizionismo alle droghe.
Il filo conduttore e voce narrante è sempre la bambina Calliope che diventerà il ragazzo e poi l’uomo Cal.

“Il mio paese è questo – rispose Lefty – E, per dimostrarlo, fece una cosa molto americana: allungò una mano sotto il bnco e tirò fuori la pistola.”
“Secondo me, le emozioni non possono essere descritte da singole parole. Io non credo in termini come ‘tristezza’, ‘gioia’, ‘rimpianto’. Sono proprio le eccessive semplificazioni che dimostrano le caratteristiche patriarcali della lingua. Mi piacerebbe dispore di complesse emozioni ibride, costruzioni di tipo germanico come: ‘la felicità che accompagna il disastro’ o ‘il disappunto di dormire con la propria fantasia’.”

Capodanno 2008

5 gennaio 2008

Questo capodanno mi sono fatto convincere dai due loschi figuri con cui condivido l’onore e l’onere della gestione del sito adessospiana, a passare il capodanno in montagna.
La scelta è caduta sul rifugio rifugio Laus – De Alexandris Foches, e devo dire non poteva essere più azzeccata. Devo dire che il capodanno è stato veramente straordinario vuoi per la compagnia, vuoi per l’ambiente, vuoi per la bellissima gita che abbiamo fatto il 31: abbiamo approfittato del bel tempo per raggiungere la vicina cima di collalunga.
Certo le possibilità erano molteplici: ad esempio alcuni hanno preferito rilassarsi alle terme, altri hanno optato per gite di scialpinismo, altri, che come me non sanno sciare, hanno preferito inforcare le ciaspole….

Approfitto per segnalare il blog cuneotrekking, dove potete trovare altre interessanti escursioni nel cuneese, come ad esempio il giro ad anello che comprende anche l’escursione che abbiamo fatto noi il 31 dicembre: anello S.Bernolfo- Cima di Collalunga – S.Bernolfo

Winter Slice

3 gennaio 2008

Ho deciso anche io di partecipare al contest indetto dall’amico Andrea, Winter Slice
Doveroso il link allo sponsor, Compagnia del cavatappi e alle mie foto in concorso che mostro qui sotto…
In ogni caso consiglio di dare un occhio all’account flickr con tutte le foto in concorso.
Beh.. non mi resta che sollecitarVi con il famoso adagio.. guardate gente, guardate!