Lupo Sup? No.. Sciacalli^3

Domenica mattina sveglia alle 07.00. Ci si vede alle 09.00 a Nava: solita colazione e poi obiettivo arma del Lupo Superiore.
Le ore nove, per i tempi speleo, equivalgono all’alba: all’appuntamento, infatti, noi di imperia, anche se siamo già il ritardo, siamo comunque i primi.
Gli altri arrivano dopo le nove e un quarto.. e portano anche grosse novità: niente Lupo Superiore: si torna agli Sciacalli dove questa estate avevamo terminato una esplorazione bloccati da un sifone pieno d’acqua.
Andrea apre il bagagliaio della macchina e mostra orgoglioso 35 metri di manichetta.. e io che speravo di andare in una grotta nuova devo entrare per la terza volta in quattro mesi agli Sciacalli. Faccio buon viso a cattivo gioco e ci avviamo.
Lasciamo le macchine come sempre a Carnino e ci proseguiamo lungo il solito sentiero.
Marco lega il tubo al proprio zaino: sarà lui il portatore questa volta.
Arriviamo in un’ora circa all’entrata della grotta e cominciamo i preparativi. Deve essere nevicato da poco perchè all’ingresso della grotta ci sono 10 cm di neve soffice e asciutta.
Mi tolgo i pantaloni per infilarmi nella tuta. Comincio a pensare che l’inquisizione Spagnola forse usava torture simili.
Quando mi tolgo giacca, pile e intima da trekking per mettermi la parte superiore del sotto tuta e della tuta sono certo che l’inquisizione spagnola usasse una tortura del genere.
I denti battono ma l’attenzione è già rivolta alla grotta. Chi dovrà entrare per primo e trascinare il grosso tubo?
Cominciano a correre gli sguardi da un viso all’altro.
Marco è di certo escluso perchè ha portato il tubo dalla macchina fin lì e adesso semi-nudo (anche se la temperatura è prossima allo zero) si fuma una sigaretta.
Giulia non è considerata volontaria in quanto donna, eppoi sta anche lei fumandosi una sigaretta.
Io guardo Andrea e Luciano.. Andrea guarda me e Luciano.. Luciano guarda me e Andrea.. un battito di ciglia, perdo l’attimo e Andrea esclama: ‘io non entro per primo!!’. Luciano lo segue a ruota : ‘nemmeno io!!’… inebetito e demoralizzato, afferro l’ingombrante matassa e inizio ad entrare. Andrea mi segue da vicino pronto a sbloccare il tubo casomai di incastrasse da qualche parte.
Non appena entro in grotta, immediatamente cerco il conforto della roccia per assicurarmi durante la discesa. Dopo una settimana di lavoro seduto ad una scrivania immacolata, pestando i tasti lucidi di un computer, il contatto della terra mi sembra quasi innaturale.
Dopo 5 secondi mi sembrano molto più innaturali i computer e le scrivanie e comincio a scendere.
Dopo le strettoie iniziali, si arriva al primo pozzo. Non ci avevo riflettuto, ma qui comincio a domandarmi come faccio a manovrare il discensore e allo stesso tempo portare giù il tubo senza scaraventarlo di sotto e non danneggiarlo.
Andrea (10 anni meno di me, ma 10 anni di grotta in più) capisce il mio momento di dubbio, mi passa avanti adducendo una scusa per non ferire troppo il mio orgoglio e inizia a scendere. Io francamente sono ben contento che vada avanti lui.
Arrivati in piaggia bella, facciamo una pausa di qualche minuto, poi ripartiamo alla volta di bruttadonna (così si chiama una parte della grotta da cui si raggiunge il sifone).
Un altro pozzo di pochi metri, un’altra strettoia, poi gli ultimi 30 metri di cunicolo e arriviamo al sifone…. che è già vuoto!!!
Cominciamo a ragionare: ‘la stagione secca…’ ‘non piove da 4 mesi’ .. ‘che fortuna..’, ma dentro di noi ci stiamo chiedendo: ‘chi ce l’ha fatto fare di portarci 35 metri di tubo che adesso non serve?’ Lo smarrimento lascia comunque il posto all’entusiasmo quando realizziamo che possiamo proseguire nello stretto cunicolo in una zona dove sono stati forse solo 2 persone prima di noi…. beh, cosa è successo dopo non importa. Non importa se siamo arrivati ad un secondo sifone, questo purtroppo pieno d’acqua, che ci ha bloccato la strada.. o almeno a me non importa.
Per la prima volta mi illudo di aver provato cosa vuol dire esplorare veramente una grotta… ok, labassa resta sempre lì… così vicino ma irrangiungibile.. comunque non molleremo, G.S.I, G.S.P. e tutti gli altri gruppi speleo continueranno a esplorare, scavare, cercare il passaggio Piaggia bella – Labassa.. e se poi il passaggio non esiste.. è valsa la pena anche solo cercarlo.

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