Archive for ottobre 2007

Lupo Sup? No.. Sciacalli^3

29 ottobre 2007

Domenica mattina sveglia alle 07.00. Ci si vede alle 09.00 a Nava: solita colazione e poi obiettivo arma del Lupo Superiore.
Le ore nove, per i tempi speleo, equivalgono all’alba: all’appuntamento, infatti, noi di imperia, anche se siamo già il ritardo, siamo comunque i primi.
Gli altri arrivano dopo le nove e un quarto.. e portano anche grosse novità: niente Lupo Superiore: si torna agli Sciacalli dove questa estate avevamo terminato una esplorazione bloccati da un sifone pieno d’acqua.
Andrea apre il bagagliaio della macchina e mostra orgoglioso 35 metri di manichetta.. e io che speravo di andare in una grotta nuova devo entrare per la terza volta in quattro mesi agli Sciacalli. Faccio buon viso a cattivo gioco e ci avviamo.
Lasciamo le macchine come sempre a Carnino e ci proseguiamo lungo il solito sentiero.
Marco lega il tubo al proprio zaino: sarà lui il portatore questa volta.
Arriviamo in un’ora circa all’entrata della grotta e cominciamo i preparativi. Deve essere nevicato da poco perchè all’ingresso della grotta ci sono 10 cm di neve soffice e asciutta.
Mi tolgo i pantaloni per infilarmi nella tuta. Comincio a pensare che l’inquisizione Spagnola forse usava torture simili.
Quando mi tolgo giacca, pile e intima da trekking per mettermi la parte superiore del sotto tuta e della tuta sono certo che l’inquisizione spagnola usasse una tortura del genere.
I denti battono ma l’attenzione è già rivolta alla grotta. Chi dovrà entrare per primo e trascinare il grosso tubo?
Cominciano a correre gli sguardi da un viso all’altro.
Marco è di certo escluso perchè ha portato il tubo dalla macchina fin lì e adesso semi-nudo (anche se la temperatura è prossima allo zero) si fuma una sigaretta.
Giulia non è considerata volontaria in quanto donna, eppoi sta anche lei fumandosi una sigaretta.
Io guardo Andrea e Luciano.. Andrea guarda me e Luciano.. Luciano guarda me e Andrea.. un battito di ciglia, perdo l’attimo e Andrea esclama: ‘io non entro per primo!!’. Luciano lo segue a ruota : ‘nemmeno io!!’… inebetito e demoralizzato, afferro l’ingombrante matassa e inizio ad entrare. Andrea mi segue da vicino pronto a sbloccare il tubo casomai di incastrasse da qualche parte.
Non appena entro in grotta, immediatamente cerco il conforto della roccia per assicurarmi durante la discesa. Dopo una settimana di lavoro seduto ad una scrivania immacolata, pestando i tasti lucidi di un computer, il contatto della terra mi sembra quasi innaturale.
Dopo 5 secondi mi sembrano molto più innaturali i computer e le scrivanie e comincio a scendere.
Dopo le strettoie iniziali, si arriva al primo pozzo. Non ci avevo riflettuto, ma qui comincio a domandarmi come faccio a manovrare il discensore e allo stesso tempo portare giù il tubo senza scaraventarlo di sotto e non danneggiarlo.
Andrea (10 anni meno di me, ma 10 anni di grotta in più) capisce il mio momento di dubbio, mi passa avanti adducendo una scusa per non ferire troppo il mio orgoglio e inizia a scendere. Io francamente sono ben contento che vada avanti lui.
Arrivati in piaggia bella, facciamo una pausa di qualche minuto, poi ripartiamo alla volta di bruttadonna (così si chiama una parte della grotta da cui si raggiunge il sifone).
Un altro pozzo di pochi metri, un’altra strettoia, poi gli ultimi 30 metri di cunicolo e arriviamo al sifone…. che è già vuoto!!!
Cominciamo a ragionare: ‘la stagione secca…’ ‘non piove da 4 mesi’ .. ‘che fortuna..’, ma dentro di noi ci stiamo chiedendo: ‘chi ce l’ha fatto fare di portarci 35 metri di tubo che adesso non serve?’ Lo smarrimento lascia comunque il posto all’entusiasmo quando realizziamo che possiamo proseguire nello stretto cunicolo in una zona dove sono stati forse solo 2 persone prima di noi…. beh, cosa è successo dopo non importa. Non importa se siamo arrivati ad un secondo sifone, questo purtroppo pieno d’acqua, che ci ha bloccato la strada.. o almeno a me non importa.
Per la prima volta mi illudo di aver provato cosa vuol dire esplorare veramente una grotta… ok, labassa resta sempre lì… così vicino ma irrangiungibile.. comunque non molleremo, G.S.I, G.S.P. e tutti gli altri gruppi speleo continueranno a esplorare, scavare, cercare il passaggio Piaggia bella – Labassa.. e se poi il passaggio non esiste.. è valsa la pena anche solo cercarlo.

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Buona apocalisse a tutti – Terry Pratchett e Neil Gaiman

25 ottobre 2007

buonaapo.jpgUn angelo e un diavolo, da troppo tempo sulla terra per permettere che accada, cercano di evitare la fine del mondo. Gli ingredienti ci sono tutti:
i quattro cavalieri dell’apocalisse (seppure aggiornati : Inquinamento ha preso il posto di Pestilenza che, ultimamente, aveva perso colpi), che arrivano a bordo di potenti motociclette.
poi ci sono Dio e il Diavolo, nella parte di loro stessi e una discreta schiera di angeli e demoni minori.
Al centro della vicenda il libro: ‘Le belle e accurate Profezie di Agnes Nutter’ che nessuno ha mai tenuto in considerazione perchè troppo precise; contrariamente alle profezie di altri che lasciano più spazio all’immaginazione e quindi sono più accattivanti.
Si verrà poi a scoprire che il male non è così brutto e il bene non così buono.. semplicemente.. beh non vado oltre e consigli solo di leggere il libro.
Ironia e sarcasmo sono sapientemente miscelati: astutamente Pratchett e Gaiman portano il lettore a porsi domande ‘importanti’.

“Ecco una descrizione dell’uomo Newton Pulsifer: se fosse entrato in una cabina telefonica, ne sarebbe uscito, al massimo, Clark Kent”

“L’unica cosa che si può dire a favore dell’inquinamento atmosferico è che rende certe albe straordinarie. Sembrava che qualcuno avesse incendiato il cielo. E un fiammifero gettato distrattamente sarebbe riuscito a incendiare anche il fiume”

Mi raccomando: tutti vestiti bene – David Sedaris

21 ottobre 2007

miraccomando.jpgMolti episodi della vita dello scrittore, dall’infanzia fino a giorni nostri raccontati sempre da un punto di vista molto critico e poco convenzionale.
Molta ironia rivolta verso se stesso e la sua famiglia, che in fondo non lo ha mai perdonato per essere gay e per non aver mai perseguito con convinzione la ricerca di alcun lavoro importante.
David infatti svolge per anni lavori saltuari, vivendo alla soglia della povertà, elemosinando ogni tanto un letto a casa di una sorella e un pasto dai genitori.
Quando arriva il successo come scrittore, la sua vita diventa più tranquilla, ma il suo sarcasmo rimane immutato, pronto a cogliere le contraddizioni, i tabù, i pregiudizi del mondo che non smetterà mai di prendere in giro.

Dire che non credevi nella televisione era diverso dal dire che non ti interessava. Il verbo credere suggeriva che la televisione avesse un qualche piano, e che tu fossi contrario. Suggeriva inoltre che forse pensavi un po’ troppo”

Per lui, il denaro significava singoli dollari che andavano accumulandosi lentamente, come gocce da un rubinetto. Per la zia Monie equivaleva più che altro a un oceano. Spendeva un’onda, e prima ancora che le battessero lo scontrino un’altra si era già infranta sulla riva.”

Mazinga zetto – episodio 2

18 ottobre 2007

A giorni uscirà la seconda puntata di Mazinga Zetto (il robot fatto con materiali di scarto) su youtube potete trovare il trailer… buon divertimento in attesa della seconda puntata.

Lolita di Vladimir Nabokov

13 ottobre 2007

lolita.jpgA volte si fa fatica a leggere un libro, ma c’è una spinta che porta i lettore ad arrivare comunque all’ultima pagina.
Questo è quello che mi è successo con Lolita di Nabokov. Anche ora che sono arrivato in fondo non capisco bene quale motivo mi ha portato a finire con fatica.
Lo squinternato, schizofrenico, paranoico protagonista, il professor Humbert, prima scappa con la sua ninfetta ‘Lolita’, poi quando lei si dilegua stanca di lui, comincia un inseguimento che tocca decine e decine di città, scelte quasi a caso. Finirà in tragedia, con l’omicidio del presunto rivale del professore e con quest’ultimo incarcerato, per aver ucciso il rivale. L’autore riesce a farci capire senza farci immedesimare nel personaggio, cosa può arrivare a fare un uomo ossessionato come il protagonista del libro

“Non c’è nulla di riprovevole, dicono entrambi gli emisferi, se un bruto quarantenne gonfio d’alcool, con la benedizione del sacerdote locale so toglie il vestito della festa fradicio di sudore e affonda fino all’elsa nella giovane sposa”

“Eravamo stati dappertutto e non avevamo visto nulla. E oggi mi sorprendo a pensare che il nostro lungo viaggio abbia solo sfregiato con una sinuosa linea di fango la magnifica, fiduciosa, sognante, enorme terra che per noi retrospettivamente era solo un insieme di cartine con le orecchie..”

“.. un destino in fieri non è, credetemi, uno di quesgli onesti gialli in cui basta tener d’occhio gli indizi…”

Ferrata D.Orlandini – Appennino Ligure

11 ottobre 2007

Dopo la Ferrata Mazzocchi di cui ho parlato qualche settimana fa, con alcuni amici sono stato alla ‘ferrata Deanna Orlandini’.
Da Crocefieschi (vicino a Busalla), si deve seguire il sentiero contrassegnato con un quadrato giallo vuoto: in circa mezz’ora si arriva all’attacco della ferrata.
La ferrata si compone di 4 settori:
anchise, biurca, traverso e carega do diao (sedia del diavolo).
A parte il traverso, il settore più breve e più facile, gli altri settori sono abbastanza impegnativi.
Il tratto iniziale dell’anchise è una fenditura da percorrere per 20 metri.
La biurca e la carega invece, i tratti più lunghi, hanno anche punti in cui la pendenza da superare è oltre la verticale.. in questi casi calma e sangue freddo, nonchè due buone braccia sono importanti.
Tutte le foto si possono trovare anche su adessospiana

Vajont – 9 ottobre 1963 ore 22:45

9 ottobre 2007

44 anni fa la tragedia del Vajont.

In vacanza sono passato in Cadore ho sentito di dover dedicare qualche minuto del mio tempo a visitare la diga.

Per non dimenticare che 1917 persone morirono per l’orgoglio, la cecità e l’avidità di pochi.

vajont.jpg

L’uomo che apparteneva alla Terra – Ayn Rand

3 ottobre 2007

L’uomo che apparteneva alla terra – Ayn Rand

Dopo Il Tema non potevo non leggere “L’uomo che apparteneva alla terra”, secondo romanzo della trilogia “La rivolta di Atlante” di Ayn Rand.
La storia è la naturale prosecuzione delle vicende di Dagny Taggart e Hank Rearden, della attrazione quasi animalesca tra i due e della loro duplice lotta: da una parte i ciechi politicanti che in nome del ben comune stanno portando allo sfascio le attività produttive eliminando concorrenza e motivazioni; dall’altra la lotta contro gli imprenditori che stanchi di lottare contro leggi ingiuste abbandonano gli affari convinti da una misteriosa organizzazione.
E’ un inno al lavoro, all’onestà intelletuale, alla caparbietà umana contro la cecità dei politici, dei giornali, delle mode, dell’apatia di chi pensa che solo in base ai propri bisogni personali si abbia diritto di chiedere sempre e comunque senza dare mai.

L’uomo che detesta il denaro è quello che l’ha ottenuto in modo poco onorevole; l’uomo che lo rispetta se l’è guadagnato”


“Non c’è modo di governare degli uomini innocenti. L’unica forza di cui dispone un governo è di dare stangate ai criminali”


“E’ stato chiamato egoista solo perchè ha voluto agire secondo il suo criterio… .. è stato chiamato arrogante perchè è umanamente indipendente. E’ stato chiamato crudele per la sua integrità … .. Ha smesso di chiedere loro ‘Con che diritto?’ ‘Secondo quale principio?’ ‘Quale norma?’ No, ha sopportato tutto in silenzio..'”

Arma inferiore dei Grai

2 ottobre 2007

Dopo alcune settimane di inattività forzata, causa vacanze e altri impegni, domenica 30 settembre con altri tre membri del G.S.I. ho visitato l’Arma inferiore dei Grai.
La grotta, molto suggestiva e concrezionata, si trova in località Eca, tra Ormea e Garessio in provincia di Cuneo. L’avvicinamento è molto semplice. Occorrono infatti circa 20 minuti dalla macchina fino all’ingresso della grotta. La grotta è una cavità molto ampia: non ci sono strettoie particolari e dopo tre calate in corda si arriva all’ampio salone finale, veramente bello: la sensazione che si prova in un ambiente così ampio è particolare; la mia frontale (ho ancora una frontale a pile) non arrivava quasi a illuminare il soffitto, vista l’ampiezza decisamente fuori dal comune.. veramente emozionante.