La pelle di Curzio Malaparte

la pelleL’ ufficiale di collegamento Curzio Malaparte ci racconta come Napoli affronta l’arrivo degli alleati ma in ginocchio per la fame, le privazioni e la voglia di libertà.
Gli espedienti e l’orgoglio delle persone costrette a tirare avanti, le tante, troppe umiliazioni a cui si sottopongono gli abitanti della città. La fierezza di un popolo che è vinto e si deve piegare solo per necessità, per salvare la pelle.

Oh, Jack! Anch’io sono un bastardo, anch’io sono uno sporco italiano. Ma sono orgoglioso di essere uno sporco italiano. Non è colpa nostra se non siamo nati in America.
Non s’erano mai viste cose simili a Napoli, in tanti secoli di miseria e schiavitù. S’era venduto di tutto, a Napoli, sempre, ma non mai i bambini.
Quegli ufficiali francesi erano Stendhal di fronte a Fabrizio del Dongo. E anch’essi come Stendhal, non avvertivano che la bellezza senza ironia e senza inquietudine di natura morale.
Che cosa, dunque, ci ha ridotti così?
-La pelle, risposi a voce bassa – la nostra pelle… … una volta si soffriva la fame, la tortura, i patimenti più terribili, si uccideva e si moriva, si soffriva, per salvare l’anima.. .. Oggi si soffre e si fa soffrire, si uccide e si muore, si compiono cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle.
Egli sapeva che la libertà non è un fatto umano, che gli uomini non possono, e forse non sanno, esser liberi.

4 Risposte to “La pelle di Curzio Malaparte”

  1. Giulia Says:

    Bella citazione, non l’avevo letto. Grazie per la segnalazione Giulia

  2. marina Says:

    per favore vorrei le parole dell’epitaffio di Curzio Malaparte

  3. mintr Says:

    Epitaffio di Curzio Malaparte

    Io son di Prato m’accontento d’esser di
    Prato e se non fossi nato pratese vorrei
    non esser venuto a mondo

  4. luigi Says:

    ecco un fascista che fa il moralista, in verità piu senza dignità di curzio malaprte non vè veruno al mondo egli infatti struscia ai piedi degli americani delineando la strada da seguire agli intellettuali futuri italici gentaglia pronat a vendersi, il concetto è semplice IO sono l unico buono buono come voi americani e che fa copre tutto quello che voi fate rispetto a queste merde italiane che non sono comwe voi , un sentiero che porta a pasolini visconti bassolino e altre – IO vorrei che una cosa fosse nota gli americani a napoli produsseero un crimine contro l umanità condannato dalle convenzioni di ginevra infatti non si puo approfittare della miseria e della fame di un popolo per indurlo alla prostituzione ed ltri crimini- oggi ci si indigna se un turista in africa si incula un bambino pensate che a napoli eras la norma – la conmvenzione e degli anni trenta- a nessuno osa dire che gli americani ei loro fratelli criminali al pari dei nazi che stavano instaurando un nuovo ordine mondilae commettevano crimini si adossa la colpa alle vittime ebbene io sono convinto che in caso di vittoria nazista questi intelletuali italiani cosi bravi a strisciare oper fare la dolce vita a furi a di raccomandazioni e mazzette, avrebbero detto che gli ebrei morivano perchè di debole costituzione fisica nei lager – salve

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