Archive for aprile 2007

Zena

28 aprile 2007

Visto che non potrò essere fisicamente al ZenaCamp.. un pensiero a Genova

Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato. Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero. Ha una distesa di cupole, di monti calvi, di mare, di fumi, di neri fogliami, di tetti rosa e quella lanterna, così alta ed elegante, e meandri popolosi, labirinti affollati le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano improvvisamente, sbucano sulla veduta del porto. Genova, una città piena di sorprese, di porte scolpite in marmo, ardesia, casse, formaggi, scale, biancheria al posto del cielo, cancellate, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle abbreviazioni strane. Vocaboli arabi o turchi. Mentre Firenze si contempla e Roma sogna e Venezia si lascia vedere, Genova si fa e rifà. (Paul Valéry)

Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l’orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d’anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi…

Piazza Alimonda, F.Guccini

Stark di Edward Bunker

26 aprile 2007

stark.jpgScritto nel 1963 e riscoperto (?) recentemente dalla moglie, Stark è la storia di un delinquente che vive di piccole truffe. Quando viene braccato dalla polizia, proverà ad uscire dai guai facendo il doppio gioco, sia con la polizia, sia con i malviventi con cui è in affari.
Rispetto a ‘Cane mangia cane’, ‘Animal Factory’ e ‘Come una bestia feroce’, il protagonista è un po’ meno credibile. Sarà forse perchè l’autore nel 1963 aveva un’idea più romantica dei banditi di cui faceva il cantastorie..
La nota curiosa tipo ‘forse non tutti sanno che…‘ e che, grazie ai romanzi che ha scritto, Bunker è stato l’ispiratore id Quentin Tarantino de ‘Le Iene’, che addirittura ha voluto dargli la parte di Mr.Blue.

Il signorino qui potrebbe vendere cinture di castità alle prostitute. Ma mi è simpatico, questo bastardo!
Così è la vita: marcia e senza cuore. Cane mangia cane.
Sei troppo freddo per innamorarti di qualcuno.. tu vuoi solo usarli gli altri. Sei uguale a me. Forse siamo fatti l’uno per l’altra.

Freeride in alta val tanaro

23 aprile 2007

Grazie ancora una volta all’amico Samuele , le cui idee hanno avuto il sopravvento sulla mia pigrizia, domenica mattina siamo andati a provare il freeride Mtb a Upega (per informazioni vedi alpi del mare outdoor).
La sua solita perfetta organizzazione prevedeva: cena e pernottamento a la porta del sole, quindi sveglia mattina alle otto per la colazione e successiva vestizione per il freeride.
Si è cominciato con una prima discesa, facile, per prendere confidenza con le bici (che si possono noleggiare contattando l’istruttore per tempo), ovviamente con le protezioni (analoghe a quelle che si usano per il downhill) onde evitare traumi.
Siamo passati quindi ad alcune discese veramente da brivido nei boschi della val Tanaro.
Persino un temporale non ci ha impedito di effettuare l’ultima discesa (‘Poggio della allodola’) seppure il terreno reso infido dalla pioggia ha fatto parecchie vittime, istruttori compresi!
Devo ammettere che ogni tanto ho dovuto saltare qualche passaggio ostico che mi sembrava un po’ troppo pericoloso ma gli istruttori sono sempre stati molto gentili e generosi di consigli. Spero tanto di ripeter l’esperienza a breve, nella speranza di poter affrontare i passaggi che questa volta non erano alla mia portata….

Posto un paio di foto, dove abbiamo potuto farne.. ovviamente non siamo riusciti a fare foto dei passaggi più rischiosi, onde salvaguardare l’integrità della macchina fotografica.

Samuele panorama Dario e Samuele

Canne al vento di Grazia Deledda

21 aprile 2007

cannealvento.jpgTre sorelle ultime discendenti di una nobile famiglia sarda, orgogliosa ma oramai povera, agli inizi del secolo scorso, è costretta a sopravvivere di espedienti per salvare le apparenze.
Lo status quo viene sconvolto dall’arrivo di Giacinto, un nipote rimasto senza famiglia che è quindi costretto a trasferirsi in sardegna.
Le debolezze di Giacinto velocizzeranno lo sfacelo della famiglia, la morte di una delle tre sorelle, la perdita dell’ultimo pezzo di terra.
Come le ‘canne al vento’ del titolo i personaggi del libro sono deboli e in balia degli eventi, tuttavia non si piegano, sempre pronte a rialzarsi appena il vento concede loro una tregua.

Sappiamo, sappiamo.. e non sappiamo niente,vossignoria no! Il cuore non è mai vecchio.”
“-Basta vivere senza peccare.
-Questo è difficile, anima mia! Come guadare il fiume senza bagnarsi?
-Passando sul ponte!

L’uomo è fatto così: buono e cattivo: eppoi si è sempre disgraziati. Anche i ricchi spesso son disgraziati, Ah ecco!
-Si. Egli disse allora- siamo proprio come canne al vento, donna Ester mia. Ecco perchè! Siamo canne e la sorte è il vento.

Cuore di Pietra di Sebastiano Vassalli

18 aprile 2007

cuore di pietraLa storia di una casa dall’unità d’Italia fino ai giorni nostri è lo spunto che Vassalli usa in realtà per raccontare l’evoluzione delle abitudini, la moda, le paure degli italiani dal suo personale punto di vista. Ironia, sarcasmo ma anche disillusione, affetto, rassegnazione nei confronti dei personaggi che in fondo rappresentano un po’ tutti noi.

.. una cosa sono gli ideali astratti, di uguaglianza e di giustizia per tutti gli uomini, su cui almeno in un certo senso, non si può che essere d’accordo;e un’altra cosa è la politica reale, dove tutti mirano al loro interesse e dove tutto è lecito…
– il progresso è una tigre,amico mio! Finchè riesci a tenerti sulla sua groppa e a cavalcarla non corri pericoli, anzi lei ti trasporta più veloce del vento. Ma se cerchi di scendere, o se cadi, la tigre ti divora. Nessuno progresso ci potrà dare un mondo in cui tutti vanno in carrozza, per un motivo molto semplice: non ci saranno mai abbastanza rimesse, abbastanza stalle,abbastanza prati per dare fieno a tutti i cavalli destinati a tirarle.. E poi le città dovrebbero avere strade larghe un chilometro..
E’ inutile stare tanto ad almanaccare! In queste cose,ricordatene, chi cerca la perfezione trova spesso la dannazione.. Cosa importa dei consigli degli altri? Cerca di capire quello che vuoi fare tu!
Il primo specchio dei sogni, grande e nero e pieno di manopole..lo specchio si accese e incominciò a funzionare come un piccolo cinematografo..
Gli scioperi si facevano soltanto nei giorni feriali, perchè i giorni festivi erano consacrati al riposo, e soltanto d’inverno, perchè d’estate bisognava andare in vacanza.

Il viaggio degli inganni di Salvatore Niffoi

13 aprile 2007

il viaggio degli inganniLa vita di Nineddu,anarchico sardo, educato secondo i ruvidi metodi contadini, raccontata attraverso i suoi occhi e le sue parole.
Il romanzo d’esordio di Niffoi, nel quale si intravede già l’intenzione di usare la lingua sarda, la sua musicalità, per descrivere alcune situazioni cui l’italiano non renderebbe piena giustizia. Tuttavia l’uso del sardo è ancora un po’ limitato, quasi che l’autore avesse paura di esagerare.

“... ma in questa vita continuavo a fare capitomboli e a non capire niente di queste persone che avevano sempre ragione solo perchè si consideravano grandi..
..gli accadimenti si succedevano quasi per caso e se il padreterno decideva di aprire il recinto delle capre per sacrificarne una, lo faceva come se stesse giocando a mosca cieca, a chi tocca, tocca
Per questo ed altro, continuerò a sputare in faccia a quei professorini che pensano che noi dei paesi siamo tutti tarati e delinquenti. Ma che si credono questi Noroddile perchè hanno il cesso e l’ospedale.
Ninè, l’uomo che legge ne vale almeno due, e forse anche tre, quello che non legge rimane una bestia. .. non passare in questo mondo lasciando solo scoregge e letame.
Gli uomini si riunirono in cucina,… .. a riflettere a voce bassa sulla precarietà dell’esistenza, che è lana filata fina fina, come dice sempre tziu Lettorina, e dove si spezza si spezza, e nessuno ci può fare il nodo.
Se non ci credete voi all’inferno, perchè cazzo dovrei credere io? La parte di cielo che mi spetta, io inizio a prendermela in questo mondo, che magari quell’altro neanche esiste.

Nei boschi eterni di Fred Vargas

4 aprile 2007

nei boschi eterniUn commissario di polizia di metodi poco convenzionali deve indagare su 2 omicidi mentre nella sua casa nuova casa si aggira un fantasma.
Questi due delitti agli occhi del commissario sembrano connessi e pian piano, tra lo scetticismo generale, tutta la squadra ai suoi ordini si convince e gli dà ragione. Tra le altre cose, anche lo strano modo con il quale vengono trovati uccisi due cervi sembra far parte del disegno dell’assassino.
La follia e l’esoterismo si alternano alla guida del lettore dall’inizio alla fine del libro, anche se il potere della suggestione porta fuori strada l’investigatore come il lettore, giusto in tempo per il classico ‘colpo di scena’ finale.

– Perchè, ne ha già visti altri, di impiccati?
– Ne ho visti. Ma non sono mai stati i morti a crearmi problemi. Sono i loro assassini.

..con il mucchio di libri ai suoi piedi, il portacenere tascabile nella giacca, la vista sul cielo attraverso il lucernario e la penna funzionante avrebbe quasi potuto vivere felice. Cervello e riposo, solitudine sotto controllo, obiettivo raggiunto.

– Lei sa meglio di me che ho lasciato andare via Camille dieci volte pensando sempre che il treno sarebbe ripassato l’undicesima, il giorno in cui fossi stato pronto. Ed è proprio allora che non passa più.”

– L’amore, Ariane, è l’unica battaglia che si vince indietreggiando
– Chi è l’idiota che ha detto? Tu?
– Bonaparte. E non era l’ultimo degli strateghi..

– Brezillon crollerebbe alla prima parola. Come tutti i duri, non ha resistenza. E’ il principio della noce, premi e si rompe.”

– Morire è un bel guaio. Disse Robert
– Ma quando uno non ha vissuto, è peggio.

Hiking in Schwarzwassertal

2 aprile 2007

Dear all, I want to describe to you … oops scusate .. dopo una settimana passata in Sassonia oramai sono abituato a iniziare ogni discorso con l’inglese (visto che non conosco minimamente il tedesco).
Comunque il pomeriggio di domenica primo aprile un collega tedesco mi guidato nella ‘Schwarzwassertal’, una valle molto bella al confine tra la germania Est e la repubblica Ceca.
Dopo 5 ore di cammino in un percorso ad otto senza particolari difficoltà, ho fatto qualche foto.. che potete vedere qui sotto e su flickr.
Nonostante quasi tutto il percorso si snodi all’interno di un immenso bosco di faggi e pini, ci sono alcuni punti panoramici dove sono riuscito a fare qualche scatto carino. Certo le alpi liguri sono tutta un’altra cosa..

P.S.: Schwarzwassertal significa Valle dell’acqua nera…

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