Donatella Berzaghi è bella. E’ alta un metro e novanta ma è bellissima.. e gli piacciono gli uomini… ma è una minorata mentale e i genitori cercano di evitare che si scontri con il mondo oltre la porta di casa: lei non potrebbe difendersi dalla cattiveria e dalla avidità al di fuori della famiglia. Ma è troppo bella e qualcuno la rapisce.
Dopo qualche tempo Donatella viene ritrovata semi-carbonizzata ai lati di una strada, e il padre vuole giustizia, dopo cinque mesi passati a fare la spola tra casa e il commissariato di polizia.
Un’altra indagine per Duca Lamberti, troppo sensibile per non lasciarsi coinvolgere, questa volta aiuterà il padre disperato alla ricerca della bella ‘gigantessa’ prima, degli assassini della figlia di un padre inconsolabile poi. La frustrazione del povero padre, iniziale leva dell’indagine, porterà al tragico epilogo, che spiega anche il perchè del titolo.
Ho scoperto Scerbanenco e in particolare questo libro dopo essere stato ad un concerto degli afterhours, il cui ultimo lavoro è proprio I milanesi ammazzano il sabato e la curiosità mi ha spinto a cercare notizie sull’autore… per fortuna: si è rivelato una gran bella scoperta!
“Perchè i criminali non sono mai inteligenti. La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia, nessuna persona, appena appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l’assassino. E così i tre idioti decisero di ucciderla, la ragazza che non rendeva più. In questo modo, alla fine, sarebbero stati scoperti lo stesso, ma incolpati oltre che di ratto e sfruttamento, anche di omicidio premeditato. Belle intelligenze.”
