Estensione del dominio della lotta - Michel Houllebecq
26 Febbraio 2008Un trentenne analista programmatore in un società di software conduce un’esistenza scialba, trascinandosi in pratica tra casa, lavoro e camere d’albergo. Interrogandosi su come potrebbe essere vivere, finisce per cascare in una crescente apatia verso il mondo esterno che non sembra offrirgli nessun momento interessante.
Per via del suo modo di fare, si ritrova a essere la causa della morte di un collega, ma non riesce a scuotersi, fino a che la classica goccia, non farà traboccare il vaso e avrà un crollo nervoso. Il soggiorno in una casa di cura non serve a ristabilire l’equilibrio, perchè continuano a mancare le risposte.
Houllebecq racconta molto bene il disagio della vita moderna, stretta tra lavori alienanti, convenzioni sociali e assurde abitudini, senza proporre soluzioni miracolose, senza giudicare le persone. Destabilizzante, arido e cinico.
“Ho vissuto talmente poco che ho la tendenza a immaginare che non morirò; si direbbe inverosimile che una vita umana si riduca a così poca cosa.”
“Questo mondo non mi piace. Decisamente non lo amo. La società in cui vivo mi disgusta; la pubblicità mi nausea; l’informazione mi fa vomitare.”






